Lo squallore del bodyshaming nei confronti di BigMama. Quando diventeremo un Paese civile su questo fronte?

Lo squallore del bodyshaming nei confronti di BigMama. Quando diventeremo un Paese civile su questo fronte?

Lo squallore del bodyshaming nei confronti di BigMama. Quando diventeremo un Paese civile su questo fronte?


La cantante, in gara al Festival di Sanremo, è stata vittima di un tweet offensivo firmato da un giornalista Rai

Il tweet offensivo

L'amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio, ha chiesto un provvedimento disciplinare nei confronti del giornalista che ha pubblicato un tweet offensivo sulla cantante BigMama, in gara al Festival di Sanremo con il brano 'La rabbia non ti basta'. Cuore dell'esternazione non richiesta del cronista è il bodyshaming nei confronti dell'artista. Sostanzialmente bullismo giudicante sul corpo di una donna, ancora una volta. In Italia prese di posizione di questo genere sono purtroppo frequenti. E' sufficiente non avere un fisico conforme allo standard dominante per esserne vittima diverse volte nella vita. E' la testimonianza, insieme al bullismo, all'odio social e al razzismo, di quanto la nostra società sia poco evoluta sotto questo punto di vista. Il bodyshaming si sperimenta ovunque, banalmente per strada o sui luoghi di lavoro, a scuola, in famiglia. Spesso, e forse è ancora più scoraggiante, viene derubricato a una battuta, uno scherzo. E' invece una pesante forma di umiliazione e di declassamento della persona a figura sbagliata, non conforme. Per donne e uomini particolarmente sensibili diventa un vulnus nella concezione di sè, nella propria autostima. E non si tratta solo di cultura, come dimostra il fatto che il protagonista in questo caso sia un giornalista Rai. Il bosyshaming è trasversale e viene praticato indipendentemente dalla classe sociale o dal grado di istruzione. Non resta che sperare nell'educazione al rispetto dei più piccoli. Educazione che parte dalle famiglie e arriva nelle scuole. 

La rabbia di BigMama

'La rabbia non ti basta' per BigMama è una sorta di manifesto, un invito al rispetto per tutte le persone non conformi. "Dedico il pezzo a Marianna bambina e adolescente- ha detto BigMama, il cui vero nome è Marianna Mammone - anche nel ritornello si intercambiano queste due persone. Non parlo solo a minoranze specifiche, tipo le persone grasse, è un messaggio universale: parlo a chi è effeminato, basso, proviene da brutti quartieri o da un contesto sociale povero: è un brano per tutti, non parlo solo di corpo ma di quello che ci è successo. Devi essere il primo a credere in quello che vuoi". La rapper, originaria di Avellino, ha raccontato di essere stata vittima di bodyshaming e bullismo fin da piccola. "Cicciona, fai schifo, vatti a nasconderti, mi dicevano". Così la cantante ha confessato il dolore del suo passato e ha aggiunto: "Sono donna, grassa, rapper e queer, le ho tutte". La canzone di Sanremo rappresenta una sorta di riscatto, l'invio di attenzione a quella bambina che ne aveva così bisogno. 

Striscia la Notizia

La polemica ha investito anche Striscia la Notizia. Il tg satirico di Canale 5 ha mostrato un meme in cui BigMama viene accostata al personaggio di Ursula, la 'cattiva' della fiaba Disney La Sirenetta. In molti, sui social, hanno rilevato il cattivo gusto del programma di Antonio Ricci. BigMama ha voluto rispondere in un'intervista al quotidiano La Stampa: «Il meme su Ursula della Sirenetta? Fa male, ma lei è iconica come lo sono io. Voi no». Un'ottima risposta, ma è incredibile che una donna debba trovarsi a commentare offese decisamente fuori dal tempo che vengono proposte a una platea vastissima. 


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