Capitol Hill, prime condanne per l'irruzione violenta alla sede del Congresso , prosegue l'inchiesta su Trump

Capitol Hill, prime condanne per l'irruzione violenta alla sede del Congresso , prosegue l'inchiesta su Trump

Capitol Hill, prime condanne per l'irruzione violenta alla sede del Congresso , prosegue l'inchiesta su Trump


41 mesi, più 36 di libertà vigilata per Scott Fairlamb, mentre Jacob Chansley, lo sciamano ne rischia 51, respinta la richiesta di Trump di bloccare documenti richiesti dai giudici


La prima , dura condanna per le violenze , per l’irruzione a Capitol Hill, per impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden, è arrivata. Scott Fairlamb, proprietario di una palestra in New Jersey ed ex specialista di arti marziali miste, si e' visto infliggere 41 mesi di prigione per aver aggredito un agente, nonostante la sua ammissione di colpevolezza e il suo dichiarato rimorso. L'uomo tra i primi a penetrare nel Senato, dovra' scontare anche 36 mesi di liberta' vigilata dopo la scarcerazione. La sentenza che potrà essere un precedente per gli altri assalitori violenti.


PER LO “SCIAMANO” CHIESTA UNA CONDANNA PIU’ DURA

Rischia una pena ancora piu' dura Jacob Chansley, la figura che più si fece notare . E’ lo 'sciamano' cospirazionista di QAnon che attacco' il Congresso indossando sul petto nudo tatuato una pelle d'orso con le corna: per lui l'accusa ha chiesto 51 mesi di galera, la condanna piu' alta finora proposta per gli autori del gesto eversivo . "Gli atti dell'imputato Chansely, ora diventato un criminale famoso, lo hanno reso il volto pubblico dell'assalto al Capitol", scrivono i procuratori. Intanto Trump ha ricevuto un no dalla giudice distrettuale Tanya Chutkan, che ha respinto la sua ennesima richiesta di bloccare l'acquisizione  di documenti della sua presidenza da parte della commissione della Camera che sta indagando. Una richiesta fatta dai sui legali sulla base del privilegio esecutivo, la facolta' del presidente di non rivelare informazioni per esigenze di sicurezza nazionale o per tutelare il principio di confidenzialita' nei rapporti interni all'Amministrazione. Però Joe Biden si e' rifiutato di esercitarlo per conto del suo predecessore, in nome di quell'"interesse pubblico" evocato ora anche dalla giudice. Trump, scrive la magistrata, "non riconosce la deferenza dovuta al giudizio del presidente in carica. La sua posizione secondo cui puo' scavalcare l'espressa volonta' della branca esecutiva appare fondata sulla nozione che il potere esecutivo 'esiste in perpetuo' ma i presidenti non sono re e il ricorrente non e' presidente".


TRUMP RICORRE IN APPELLO

Gli avvocati dell'ex presidente hanno annunciato appello prima di venerdi', giorno previsto per la trasmissione delle carte dagli archivi nazionali: telefonate, visite alla Casa Bianca e altri documenti che potrebbero far luce sul ruolo di Trump anche in precedenza che il suo comizio incitasse i fan ad assaltare il Congresso, dopo un'incendiaria campagna anche social contro le "elezioni rubate". Tanto che lo stesso principe Harry, un giorno prima dell'assalto al Campidoglio, aveva avvertito via e-mail il ceo di Twitter, Jack Dorsey, sul fatto che "la sua piattaforma stava consentendo di organizzare un colpo di stato".

SI VUOLE CHIUDERE L’INDAGINE ENTRO LE ELEZIONI DI MIDTERM

La commissione inquirente, che ha gia' interrogato più di 150 persone, sta accelerando per concludere l'indagine entro le elezioni di Midterm del prossimo autunno. Principalmente i motivi sono due. Il primo e' per il timore dei democratici di perdere il controllo della Camera a favore dei repubblicani, che potrebbero cosi' seppellire i lavori; il secondo e' per presentarsi al voto possibilmente con nuove accuse contro Trump, dopo la sua assoluzione nel secondo processo di impeachment. Per questo la commissione ha emesso una nuova raffica di mandati di comparizione per altri 13 ex collaboratori di Trump, tra cui l'ex consigliere Stephen Miller e l'ex portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany. Tra i convocati in precedenza, 6 l'ex stratega Steve Bannon si e' rifiutato di presentarsi ed ora rischia l'incriminazione per oltraggio al Congresso.


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