Dalla città del vento a quella dei due fiumi. La quarta tappa della Corsa Rosa

Dalla città del vento a quella dei due fiumi. La quarta tappa della Corsa Rosa

Dalla città del vento a quella dei due fiumi. La quarta tappa della Corsa Rosa


Catanzaro-Cosenza. Il viaggio cost to cost più corto d’Italia: i 35 chilometri che dividono Ionio e Tirreno

Questa frazione si srotola in Calabria e taglia a metà la regione. La partenza dal ventosissimo capoluogo, attraverso le montagne della Sila, per giungere nella città abbracciata dalle alture, che proprio da quel vento la proteggono.

CATANZARO

Il capoluogo di regione iniziò la sua storia da un piccolo insediamento di persone su tre colli alla ricerca di un rifugio dai Saraceni. Oggi le tre colline sono uno dei simboli di Catanzaro e ne accolgono il cuore più antico dove è possibile passeggiare su ampie strade sulle quali affacciano palazzi eleganti e ben tenuti, oppure attraversare quartieri di stradine strette con edifici piccoli bassi meno signorili, ma graziosi e con una forte identità popolare. Il Duomo è in via di restauro, tutto completamente impacchettato, soprattutto la sua campanaria, e da quello che è possibile vedere sembra antico e suggestivo, essenziale e di fascino. Da alcune terrazze panoramiche è possibile ammirare le alture su cui sono arroccati alcuni quartieri della città ma soprattutto la vallata della Fiumarella che separa la periferia nord ovest dal centro città attraversata dal viadotto Bisantis, altro simbolo di Catanzaro

TRA MITO E STORIA

Secondo alcuni autori latini, l’istmo di Catanzaro, ovvero il tratto di territorio più stretto d’Italia, era abitato da una popolazione italica governata da un re che diete il nome al Belpaese. Italo, re degli Enotri, viveva in questa porzione di terra che gli autori chiamavano Italia. Per estensione Italia divenne tutta la regione Calabria per poi assumere la dimensione attuale. Le sue vicissitudini possono essere fatte risalire alla tarda età del bronzo (parliamo di un periodo precedente all’arrivo dei Romani -16 generazioni prima della guerra di Troia-). La leggenda vuole che di qui passò Ulisse e vi fondò la città di Squillace.

COSENZA

Abbiamo lasciato la costa ionica per quella tirrenica. Al contrario di Catanzaro, questa è una città avvolta dalle montagne e protetta dal vento che è stato il grande protagonista della partenza di questa tappa. Abbiamo fatto il viaggio cost to cost nel punto più stretto d’Italia tra i due mari. Il paesaggio è molto bello,la natura domina incontrastata e le montagne sono morbide e movimentate, punteggiate da paesini. Anche detta la Milano di Calabria, per la sua vitalità, all’incrocio tra il Crati e il Busento, Cosenza è ospitale e ha una serie di musei a cielo aperto dove è possibile ammirare le opere di artisti quali Pistoletto e Pomodoro. Da segnalare il castello Normanno Svevo sul colle Pancrazio. Anche chiamata la Rocca, l’edificio veglia da secoli sulla città che accoglie il traguardo della quarta tappa del Giro d’Italia, uno dei simboli architettonici più riconoscibili di Cosenza, a forma rettangolare con le sale dagli ampi soffitti a volta. Venne messa a dura prova da violenti terremoti. Residenza principesca di Luigi III d’Angiò e di sua moglie Margherita di Savoia. Nella seconda metà del XIV secolo, durante le lotte tra Angioini e Aragonesi, fu adibito a zecca e a prigione politica. Ma solo i lunghi restauri avviati nel 2008 hanno restituito vitalità alla fortezza, riportandola alla luce e a disposizione del pubblico.





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