Tremila anni di storia, tutti nella prima tappa del Giro d’Italia

Tremila anni di storia, tutti nella prima tappa del Giro d’Italia

Tremila anni di storia, tutti nella prima tappa del Giro d’Italia


In Bulgaria la prima frazione della corsa rosa. Secoli di storia e una relazione con l’Italia confermata col ciclismo

Siamo in uno di quei posti dove come ti giri rischi di pestare un coccio antichissimo. La prima frazione di questa edizione della Corsa Rosa, la 109ma, si srotola sulla costa del mar Nero in Bulgaria, tra Nesebar e Burgas, entrambe fondate dai Traci mille anni prima della nascita di Cristo.


NESEBAR

19 mila anime, in una città tanto piccola quanto traboccante di storia. Divisa in due, nuova -tutta alberghi e spiaggioni- e vecchia- arroccata su un’isola-, collegate da un istmo artificiale. Per Nesebar sono passati Greci, Romani, Bizantini e, infine, vi si sono stabiliti gli Ottomani, risalendo verso nord la costa del mare chiuso dallo stretto dei Dardanelli. Le tracce di queste popolazioni sono ben visibili su quella che è stata un’isola fino alla costruzione del collegamento terrestre, che oggi è la porta di questo piccolo gioiello. 850 metri per 350, circondata da mura di cui si intravedono ancora i torrioni, Nesebar offre ai turisti un villaggio di strade acciottolate lungo le quali si allineano graziose casette basse in legno e pietre costruite un paio di secoli fa, ma perfettamente conservate. Le chiesette ortodosse sono una vera delizia. Piccole e colorate, affacciate sul mare e nel centro del paesino, contribuiscono a rendere Nesebar un posto raro.


BURGAS 

L’arrivo della prima fatica dei ciclisti è la città di Burgas, a sud di Nesebar, dopo una tappa da 147 chilometri. I due piccoli centri distano meno tra di loro, ma i corridori si allungano fino a Sozopol, verso la Turchia, per poi tornare indietro. Burgas è una città portuale tra le principali del mar Nero, dove vengono movimentate migliaia di tonnellate di merci ogni anno destinate ai Paesi mediterranei e non solo. Ma anche un frizzante polo universitario, che ha reso la cittadina molto attraente per i giovani bulgari. Chiamata ‘città dei festival’, è teatro di numerose feste nazionali, soprattutto nel suo cuore verde, i cosiddetti ‘Giardini del mare’, il parco da 800 ettari che si estende lungo la costa per 5 chilometri. La baia che ospita Burgas è una delle maggiori dell’intero bacino e offre spiagge dorate e acque calme, ideali per chi è alla ricerca di una vacanza all’insegna del sole, del mare e del relax.


IL MAR NERO 

Il vero grande protagonista di questa frazione di Giro è l’antichissimo bacino che ospita il Mar Nero. Un fascino tutto particolare, a metà tra mare e lago, di acqua salmastra ma non troppo -certamente molto meno salina del vicino Mediterraneo- con un’altra atipicità: è un sistema marino atossico. Ciò significa che non ha ricambio di ossigeno, rendendo le sue acque molto meno corrosive. E soprattutto, rendendo i suoi fondali un museo a ‘mare’ aperto. Sulle sabbie del fondo marino si adagiano velieri intatti, risalenti a decine di migliaia di anni fa. L’imbarcazione più antica è affondata 2400 anni fa. Quella più famosa è chiamata ‘Tesoro dei vetri’: un natante ottomano affondato nel XVI secolo, che trasportava oggetti in vetro colorato, rinvenuti tutti integri o quasi. Arrivava da lontano quella nave, e, come il Giro d’Italia oggi, univa con un filo il Belpaese alla Bulgaria… Quei vetri arrivavano dall’isola di Murano, e testimoniano una relazione mai completamente interrotta con l’Italia e sicuramente confermata dalla Grande Partenza in rosa.


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