Dopo i mille rinvii a causa della pandemia, arriva finalmente in sala No time to die, ultimo film con Daniel Craig nei panni di James Bond

30 settembre 2021, ore 16:00

In occasione del ritorno dell'agente segreto più famoso della storia del cinema, vi sveliamo le vicissitudini che portarono alla nascita del fenomeno mondiale

Dopo quasi 60 anni dalla sua prima apparizione, approda finalmente in sala No time to die, 25esimo film della saga di 007 che coincide anche con l'ultima pellicola di Daniel Craig nei panni dell’agente segreto più celebre della storia del cinema. In attesa di scoprire cosa ci riserverà la pellicola diretta da Cary Fukunaga, torniamo indietro nel tempo e proviamo a raccontare le vicissitudini che hanno portato alla creazione del personaggio e soprattutto alla nascita di quel primo film diventato oggi leggenda.

IL ROMANZO DI IAN FLEMING

Tutto ebbe inizio nel lontano 1952, quando lo scrittore Ian Fleming, durante il viaggio di nozze con la moglie nel paradisiaco Oceano Indiano, scrisse tutto d’un fiato Casino Royale, primo romanzo ad avere come protagonista James Bond, nome che Fleming rubò ad un ornitologo americano autore del volume sugli uccelli caraibici dal titolo Birds of the West Indies. Questa prima avventura letteraria, approdata in Italia solo nel 1958 con il titolo La benda nera, non ebbe da subito il successo che meritava e anzi fu ricoperta da critiche pesantissime a causa di alcuni tratti comportamentali di Bond, come ad esempio il suo essere un donnaiolo maschilista che puzza di alcol dalla mattina alla sera.

“JIMMY” BOND ARRIVA IN TV

La prima trasposizione in assoluto risale al 1954, cioè appena due anni dopo la prima stesura. Fleming, afflitto da problemi economici dovuti al gioco d’azzardo, cedette i diritti alla CBS production, che trasformò James Bond in “Jimmy” Bond, protagonista dell’episodio “Casino Royale” appartenente alla prima stagione della serie TV statunitense Climax!. Ovviamente, nei panni di questo 007 ante litteram, non troviamo ancora l’iconico Sean Connery ma Barry Nelson, che forse qualcuno ricorderà per il ruolo del direttore dell’Overlook Hotel di Shining del 1980 di Stanley Kubrick.


Dopo i mille rinvii a causa della pandemia, arriva finalmente in sala No time to die, ultimo film con Daniel Craig nei panni di James Bond

LA SVOLTA CINEMATOGRAFICA

Nel frattempo Fleming, piegato dalla droga e dall’alcol, continuò a scrivere altre avventure per Bond, forse per distrarsi dai mille problemi e trovare un pò di sollievo. Non era ancora a conoscenza però che da lì a poco, la sua vita sarebbe cambiata per sempre, grazie alla follia visionaria dei due produttori cinematografici Albert Broccoli e Harry Saltzman che si innamorarono da subito dei libri, cogliendone le immense potenzialità per il grande schermo. Ma, proprio come una delle tante storie di 007, non fu impresa facile per i due produttori riuscire ad arrivare a quel famoso “Licenza d’uccidere”, primo film ufficiale che lanciò poi il fenomeno mondiale. Tanto per cominciare nessuno studios, all’epoca, credeva nel progetto poichè lo ritenevano un investimento che non sarebbe riuscito ad incassare una cifra accettabile a ricoprire la somma ingente che invece era necessaria per la realizzazione del film. E soprattutto, nessuno credeva che un attore come Sean Connery, all’epoca praticamente sconosciuto, sarebbe riuscito nell’impresa di attrarre le masse. Si preferivano attori della fama di Cary Grant e James Mason, reduci entrambi dal successo di Intrigo Internazionale, film di spionaggio diretto da Alfred Hitchcock qualche anno prima. Ovviamente le cose andarono diversamente e il 5 ottobre del 1962, nelle sale di tutto il mondo cominciò una delle prime saghe cinematografiche della storia del cinema, prima di Star wars e del Padrino. Insomma un fenomeno di massa che investì tutti persino l’allora presidente degli Stati Uniti d’America Kennedy che disse magari James Bond facesse parte del mio staff!







Tags: 007, Daniel Craig, Ian Fleming, James Bond, No time to die

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