Femminicidio a Messina, Daniela Zinnanti uccisa dall'ex che era ai domicilari e avrebbe dovuto avere il braccialetto

Femminicidio a Messina, Daniela Zinnanti uccisa dall'ex che era ai domicilari e avrebbe dovuto avere il braccialetto

Femminicidio a Messina, Daniela Zinnanti uccisa dall'ex che era ai domicilari e avrebbe dovuto avere il braccialetto Photo Credit: Ansa/ FACEBOOK/ZinnantiDaniela


Polemiche in aula alla camera, dove è stato osservato un minuto di silenzio.sulle leggi e sulle sue aplicazioni, la scoperta del delitto, fatta dalla figlia

Non c’erano braccialetti disponibili per monitorare Santino Bonfiglio, ex compagno di Daniela Zinnanti, 50 anni, uccisa a coltellate nella sua casa di Messina. Lei lo aveva denunciato, l’uomo era ai domiciliari, ma il braccialetto elettronico non gli era stato mai applicato come disposto dai giudici, perché non ce ne erano. Insomma una morte che ha scatenato polemiche, anche in parlamento, dove alla camera è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo «di Daniela Zinnanti e di tutte le vittime di femminicidio», come chiesto dalla deputata M5s, Gilda Sportiello, cui si sono associate altre colleghe. Il dibattito in aula si è concentrato, tra maggioranza e opposizione, sulle leggi vigenti e sulle sue appilcazioni.


Il femminicidio

Daniela Zinnanti è stata uccisa ieri sera nella sua abitazione di via Lombardia, nel quartiere Lombardo a Messina. Il corpo della vittima è stato trovato all’interno dell’appartamento con numerose ferite da arma da taglio. Sull’ennesimo femminicidio indaga la polizia, che nelle ore successive al delitto ha fermato Santino Bonfiglio, 67 anni, ex compagno della donna. L’uomo è stato portato in questura per essere interrogato dagli investigatori e, secondo quanto trapela, avrebbe confessato l’omicidio. Era agli arresti domiciliari ma senza braccialetto elettronico. Secondo quanto emerso dalle prime indagini della Squadra mobile, l’uomo si sarebbe presentato a casa della donna con l’intenzione di parlarle e tentare una riconciliazione. I due erano separati da diversi mesi e il loro rapporto, secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, era da tempo conflittuale, segnato da continui allontanamenti e riavvicinamenti. Durante l’incontro la situazione sarebbe degenerata. Dopo essere stato respinto, Bonfiglio avrebbe preso un coltello e colpito la ex compagna più volte, sferrando numerosi fendenti che non le hanno lasciato scampo.

A fare la tragica scoperta è stata la figlia della vittima. Non riuscendo a contattare la madre, la giovane si è recata nell’appartamento e ha trovato il corpo senza vita. Alla vista della scena ha avuto un malore ed è stata soccorsa e trasportata in ospedale. Nel corso delle indagini gli investigatori hanno recuperato anche l’arma del delitto: un coltello trovato vicino a un cassonetto non lontano dall’abitazione della donna. Dai primi accertamenti è emerso inoltre che circa un mese fa Bonfiglio avrebbe aggredito Zinnanti, che era stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari in ospedale. In quell’occasione la donna avrebbe presentato una denuncia poi successivamente ritirata. Dopo la confessione l’uomo è stato trasferito in carcere, mentre proseguono le indagini per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’omicidio e verificare eventuali precedenti episodi di violenza nel rapporto tra i due. Gli inquirenti stanno ricostruendo le denunce che la donna aveva presentato contro l’ex compagno e che lo avevano portato ai domiciliari. Il responsabile è stato individuato esaminando le immagini di alcune telecamere della zona: nelle riprese si vedeva chiaramente il femminicida fuggire dal luogo del delitto.

I precedenti turbolenti

“Come famiglia siamo disperati per la morte di mia sorella. Più volte io e i miei altri cinque fratelli avevamo detto a Daniela di lasciare quell’uomo violento e di non avere più rapporti con lui. L’ultima volta, dopo l’ennesima denuncia, e dopo che l’aveva mandata all’ospedale con sette costole rotte, si era decisa a chiudere definitivamente i rapporti con questa persona che però non si dava per vinta. Un altro femminicidio annunciato” dice Roberto Zinnanti, il fratello della vittima.

“Lui non so di cosa si occupasse – prosegue – mia sorella badava quando poteva a nostra madre. Daniela era  una donna stupenda che voleva bene a tutti noi fratelli, a sua figlia e anche a mia madre e faceva quanto poteva per stare più tempo con lei. Purtroppo ha conosciuto questo uomo violento ed era convinta, in un primo tempo, di poterlo cambiare e una prima volta, dopo averlo denunciato per maltrattamenti, ha anche tolto la denuncia. Ma questa seconda volta no. Aveva anche convissuto con lui, ma – ricorda il fratello della vittima del femminicidio di Messina – poi non andavano d’accordo e lo aveva mandato via. Sia io che mia madre le ripetevamo spesso di lasciarlo perdere, e finalmente l’ultima volta ha seguito i nostri consigli, ma l’uomo colto dalla disperazione ieri l’ha brutalmente uccisa”.



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