Finita dopo meno di due settimane la fuga di Elia Del Grande, preso a Cadrezzate, sterminò la famiglia nel 1998

Finita dopo meno di due settimane la fuga di Elia Del Grande, preso a Cadrezzate, sterminò la famiglia nel 1998

Finita dopo meno di due settimane la fuga di Elia Del Grande, preso a Cadrezzate, sterminò la famiglia nel 1998 Photo Credit: ANSA foto/ Ferraro


E' stato catturato proprio nella cittadina del varesotto dove abitava e dove nel 1998 sterminò la famiglia. Fu definita la strage dei fornai: i Del Grande erano proprietari di un forno molto noto e si opponevano al matrimonio di Elia con una ragazza dominicana

Elia Del Grande, 49enne, di cui si erano perse le tracce lo scorso 30 ottobre, era scappato dalla casa- lavoro di Castelfranco Emilia in provincia di Modena, dove era stato collocato dal Tribunale di Varese, dopo avere scontato 25 anni di carcere, per l'omicidio dei genitori e del fratello, commesso nel gennaio del 1998, conosciuto come la Strage dei Fornai, per l’attività commerciale che la famiglia Del Grande svolgeva a Cadrezzate in provincia di Varese. I carabinieri di Varese e Modena, supportati dal Ros di Milano, a seguito di prolungata attività info-investigativa, lo hanno individuato e arrestato all'interno di un'abitazione, proprio a Cadrezzate.

Tornato sul luogo della strage del 1998

Il 49enne è tornato come si pensava nei luoghi del Varesotto dove ha radici e legami e dove, il 7 gennaio 1998, ha sterminato l'intera famiglia sparando a padre, madre e fratello "rei", a suo dire, di opporsi al matrimonio con la giovane originaria di Santo Domingo di cui si era innamorato. Per quella che venne definita la "strage dei fornai" - tutta la famiglia lavorava nel forno di proprietà sempre a Cadrezzate che tutt'oggi reca l'insegna Del Grande - l'uomo fu condannato in via definitiva a 30 anni. Dopo 25 anni ottenne i primi benefici sino ad arrivare alla libertà vigilata. Nella sua casa di Cadrezzate, lo avevano raggiunto lo scorso 23 novembre i carabinieri per portarlo nella casa-lavoro nel modenese su disposizione del magistrato di sorveglianza. Del Grande non si era dato per vinto fuggendo per i tetti sino a quando non era stato raggiunto a Besozzo (Varese) dopo qualche ora e bloccato mentre si trovava all'interno di un tabaccaio a due passi dall'abitazione dell'allora fidanzata. Le ricerche sono andate avanti anche, stando a indiscrezioni, attraverso tracciamenti telefonici sino a portare gli inquirenti al blitz decisivo.  Nelle ultime ore ci sarebbero state segnalazioni al 112 sia sulla presenza di Del Grande, già nota però agli inquirenti, sia sull'intervento dei militari: un'anziana ha segnalato la presenza di cinque banditi incappucciati vicino ad una casa che altri non erano che i militari pronti al blitz. Del Grande sarebbe stato fermato con un'azione rapidissima, senza che avesse il tempo di reagire o fuggire ancora una volta. Il 49enne è stato portato in caserma al comando provinciale carabinieri di Varese.  Gli inquirenti stanno ora accertando se Del Grande abbia avuto dei complici, sia durante la fuga, che durante la latitanza, una circostanza di cui i magistrati di Modena e Varese sono convinti. Per non farsi prendere Del Grande avrebbe utilizzato pedalò per spostarsi sul lago di Monate, di notte, tra darsene e canne.


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