Gianluca Vialli non ce l'ha fatta, è morto oggi all'età di 58 anni, aveva un tumore al pancreas

Gianluca Vialli non ce l'ha fatta, è morto oggi all'età di 58 anni, aveva un tumore al pancreas

Gianluca Vialli non ce l'ha fatta, è morto oggi all'età di 58 anni, aveva un tumore al pancreas


In carriera ha vinto tutto, con Sampdoria, Juventus e Chelsea. Grande campione, uomo intelligente e per bene. Gianluca Vialli aveva solo 58 anni, dal 2017 combatteva contro un tumore al pancreas.

UN DOLORE ATTESO, MA GRANDE

La notizia era attesa, non per questo è meno dolorosa. A metà dicembre le condizioni di Gianluca Vialli si erano ulteriormente aggravate. Era stato ricoverato a Londra, la città dove abitava da vent'anni. Poco prima di Natale aveva ricevuto la visita dell'anziana madre, che a 87 anni era partita da Cremona per andare a salutare suo figlio. La battaglia contro il tumore al pancreas è durata cinque anni. In un primo momento Vialli ha tenuto nascosta la malattia, magari indossando un maglione sotto la camicia per mascherare il deperimento. Poi però si è raccontato, con sincerità e umanità. Ha parlato del cancro come di un ospite di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Oggi la malattia ha vinto. Ma Gianluca resta un esempio per come ha affrontato la fase più difficile della sua vita. 


CALCIATORE STRAORDINARIO, UOMO PER BENE

Nato nel 1964, ha mosso i primi passi nella Cremonese, la squadra della sua città. Gianni Brera lo ribattezzò Stradivialli, accomunandolo a un violino unico e pregiato: un attaccante formidabile, un giocatore intelligente, un uomo per bene e per un paio d'anni è stato anche allenatore. Ha conquistato uno storico scudetto con la Sampdoria, insieme a Roberto Mancini; li chiamavano i gemelli del gol, un rapporto più che fraterno proseguito fino a oggi. Ha vinto tutto con la maglia della Juventus ( in copertina la coppa dei Campioni vinta nel 1996 all'Olimpico contro l'Ajax) e ha continuato a farlo anche al Chelsea. Ha fatto, con garbo e arguzia, il commentatore televisivo. Poi – già malato- è stato dirigente azzurro, fino al commovente abbraccio di Wembley con Mancini subito dopo la conquista degli Europei da parte degli azzurri. Un abbraccio che è stato la sintesi di una vita.

UNITI NEL LUTTO

Il mondo del calcio, nel giro di pochi minuti, ha riversato su Vialli un mare di affetto. La Sampdoria ha scritto: "Ti ricorderemo ragazzo e centravanti implacabile, perchè gli eroi son tutti giovani e belli e tu, da quell'estate 1984, sei stato il nostro eroe". Il Genoa ha reso omaggio "all'avversario leale e al campione da ammirare". Il Chelsea ha voluto ricordarlo così: "Mancherai a moltissimi. Una leggenda per noi e per tutto il calcio. Riposa in pace, Gianluca Vialli".  La Federcalcio ha disposto un minuto di silenzio prima di tutte le partite che verranno giocate nel week end. Il presidente federale Gravina ha dichiarato: "Sono profondamente addolorato, ho sperato fino all'ultimo in un altro suo miracolo. Gianluca era una persona splendida e lascia un vuoto incolmabile, ma ci lascia un grande esempio, anche fuori dal campo". 


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