Giornata Mondiale per la lotta all'AIDS, la fotografia realizzata dal Ministero della Salute

Giornata Mondiale per la lotta all'AIDS, la fotografia realizzata dal Ministero della Salute

Giornata Mondiale per la lotta all'AIDS, la fotografia realizzata dal Ministero della Salute Photo Credit: AgenziaFotogramma.it


In Italia sono 140mila le persone che convivono con l'HIV. L'obiettivo è ridurre i contagi, attraverso la prevenzione, rivolta soprattutto ai più giovani, e arrivare a diagnosi precoci

È il 1981 quando gli studiosi americani individuano un nuovo tipo di virus: l'HIV. Da allora molto è cambiato, soprattutto grazie ai numerosi e preziosi passi avanti della medicina, che rendono oggi possibile convivere con l'infezione. Ma ancora molto c'è da fare in termini di sensibilizzazione e prevenzione. Come ha voluto sottolineare il Ministero della Salute, celebrando la 35esima Giornata Mondiale contro l'AIDS.

I DATI AGGIORNATI AL 2022

Si stima che in Italia siano 140.000 le persone che convivono con l'HIV. Le nuove diagnosi, nel 2022, sono state 1888. Ad oggi la principale forma di trasmissione è quella sessuale. E anche se l'incidenza del virus, in Italia, è inferiore rispetto alla maggior parte degli altri Paesi europei, ogni giorno sono 6 le persone che scoprono di essere positive: tre di loro hanno contratto l'infezione molti anni fa. Sono quelli che gli scienziati definiscono "late presenters", cioè persone che scoprono di essere affette da HIV tardi, quando magari sono già comparsi i sintomi. I dati ci raccontano che si tratta principalmente di maschi eterosessuali, che presentano un quadro già compromesso o hanno già sviluppato l'AIDS, per cui la cura diventa più complessa. Per questo è molto importante sottoporsi al test per l'HIV. Perchè le terapie disponibili sono sempre più efficaci, e nel corso degli anni hanno permesso di trasformare quella che era una malattia progressiva in infezione cronica, con cui si può convivere. La parola chiave resta prevenzione, attraverso l'uso del preservativo, ma anche grazie alla PrEp, la profilassi pre-esposizione, e alla terapia antiretrovirale.


MINISTRO SCHILLACI, AUMENTARE LA CONOSCENZA TRA I GIOVANI

E a segnalare l'importanza della prevenzione, è stato anche il Ministro della Salute Orazio Schillaci. "Nel corso degli anni - ha detto - abbiamo raggiunto risultati significativi. Tuttavia c'è ancora molto da fare per contrastare la diffusione dell'infezione, nonostante il progressivo calo del numero di nuove infezioni, e per aumentare la conoscenza dell'Hiv, specialmente tra i più giovani, e il ricorso al test Hiv". E di giovani ha parlato anche Francesco Vaia, Direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute. "I giovani saranno e possono essere gli alleati strategici - ha detto - per raggiungere l'obiettivo: zero contagi, zero malattia, zero stigma". 


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