Giovani, del Nord e diretti in Europa e Sud America: ecco gli italiani nel mondo, secondo il rapporto Migrantes

08 novembre 2022, ore 18:15

Quasi sei milioni gli italiani che vivono all'estero, censiti dalla Fondazione Migrantes. Hanno scelto di lasciare l'Italia per necessità o per migliorare la loro vita, proprio come chi arriva da noi; i numeri del Rapporto 2022 che fanno riflettere; e la Cei condanna gli sbarchi selettivi


Migrantes: chi sono gli italiani che emigrano

Il Rapporto Migrantes 2022 nei giorni in cui il tema immigrazione è in primo piano per la vicenda delle navi di Ong che impegnano il governo italiano in duro braccio di ferro con le autorità europee e che si rivela comunque un caso di non facile soluzione, fornisce anche quest'anno una fotografia di grande interesse dei flussi migratori che interessano i nostri connazionali A lasciare l'Italia sono soprattutto giovani o adulti, in pratica quasi la metà degli italiani iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (Aire) ha un'età compresa tra i 18 e i 49 anni. Il 53,7% (poco più di 45 mila) di chi ha lasciato l'Italia alla volta  dell'estero per espatrio nell'ultimo anno lo ha fatto partendo dal Settentrione d'Italia, il 46,4% (38.757), invece, dal Centro-Sud. La Lombardia (incidenza del 19,0% sul totale) e il Veneto (11,7%) continuano ad essere, come da ormai diversi anni, le regioni da cui si parte di piu'. Seguono: la Sicilia (9,3%),  l'Emilia-Romagna (8,3%) e la Campania (7,1%).Tuttavia, dei quasi 16 mila lombardi, dei circa 10 mila veneti o dei 7 mila emiliano-romagnoli molti sono, in realtà, i protagonisti di un secondo percorso migratorio che li ha portati dapprima dal Sud al Nord del Paese e poi dal Settentrione all'oltreconfine.


La maggior parte degli emigrati italiani va in Europa

Il Rapporto spiega che "Il 78,6% di chi ha lasciato l'Italia per espatrio nel corso del 2021 e' andato in Europa, il 14,7% in America, più dettagliatamente latina (61,4%), e il restante 6,7% si è diviso tra continente asiatico, Africa e Oceania". Sull'alta percentuale di giovani che compone la totalità degli emigranti italiani è intervenuto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha inviato al Presidente della Fondazione Migrantes, Monsignor Gian Carlo Perego un messaggio in cui ha chiesto di aprire una riflessione su  questo. "A partire - ricorda il capo della Stato - sono principalmente i giovani - e tra essi giovani con alto livello di formazione - per motivi di studio e di lavoro. Spesso non fanno ritorno, con conseguenze rilevanti sulla composizione sociale e culturale della nostra popolazione".

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La Cei: incostituzionale sbarco selettivo

E il giudizio su come il governo italiano sta gestendo gli sbarchi dalle navi delle Ong straniere non è tenero: anzi, secondo monsignor Giancarlo Perego, sbarchi selettivi e discriminazioni tra i migranti sono da condannare. "La situazione è drammatica, anticostituzionale, non rispetta le famiglie che sono su queste navi, non rispetta il diritto fondamentale al soccorso della Convenzione di Ginevra", questa la viva condanna di monsignor Giancarlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes che, parlando con i giornalisti, a margine della presentazione del Rapporto Migrantes sull'emigrazione italiana ha auspicato che  "questa situazione si sblocchi e che l'Italia insieme all'Europa continui quel progetto di condivisione, di solidarietà nei confronti dei migranti che sono richiedenti asilo, l'identificazione non può essere fatta a bordo ma deve essere fatta a terra e anche con tutte le tutele di ogni persona". E il vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino è intervenuto anche sul fatto che si rincorrono dichiarazioni di esponenti della destra secondo cui Papa Francesco avrebbe dato loro ragione sulla gestione dei migranti saliti a bordo delle Ong in base alle dichiarazioni rilasciate dal Pontefice sul volo di ritorno dal Bahrein. "Assolutamente non ho capito così - ha affermato monsignor Savino - Papa Francesco non si lascia tirare la talare né a destra né a sinistra, lui parla così perché è un papa profetico  è un Papa mistico e mette al centro come San Francesco d'Assisi il Vangelo, un Vangelo sine glossa, senza troppe edulcorazioni e mediazioni". "Francesco - spiega ancora il vicepresidente della Cei - dice chiaramente che gli immigrati vanno accolti, vanno custoditi, vanno salvati e i mari, in modo particolare il Mediterraneo, non può diventare un cimitero liquido, così Papa Francesco dice all'Europa di fare la sua parte, attenzione - sottolinea però- non diamo valore di destra o di sinistra al discorso del Papa, il Papa in quanto responsabile della Chiesa universale fa un discorso evangelico e il Vangelo ci porta a dire sì all'accoglienza, sugli immigrati si gioca la democrazia matura e la civiltà dell'amore".

Tags: Cei, migranti, rapportoMigrantes

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