I libri da leggere della settimana, tra “La traditrice”, “Fiori per Algernon”, “Alaska La serie” e “L’orologiaio di Brest”
I libri da leggere della settimana, tra “La traditrice”, “Fiori per Algernon”, “Alaska La serie” e “L’orologiaio di Brest”
04 gennaio 2026, ore 09:00
Quartetto di storie d’eccezione ad aprire il 2026, dal romanzo storico a un racconto che ha fatto la storia, passando per una raccolta integrale e il ritorno del “papà” del Commissario Ricciardi
Il nuovo anno ha visto rinnovarsi nuovamente la consueta tradizione che ci vede muoverci tra i vari settori delle librerie, a confronto con le numerose novità che animano costantemente il panorama editoriale mondiale. Il primo degli appuntamenti del nuovo anno si è consumato proprio ieri, nello spazio del sabato dedicato agli autori e alle autrici che passano a raccontarci i loro ultimi lavori. Nella fattispecie, il focus approfondito è stato su “Le parole della pioggia” di Laura Imai Messina e pubblicato da Einaudi.
La domenica è invece il momento di ampliare la prospettiva, in modo da offrire opzioni di lettura che sappiano attrarre i gusti più diversi tra coloro che sono alla ricerca di nuove storie in cui perdersi. Come avvenuto nelle ultime settimane, con “Nemesi”, “Tutto quello che è successo con Miranda Huff”, “Il segreto del Titanic” e “The Residence”, o ancora con “Quattro verità sepolte”, “Le chiavi del cosmo”, “Trilogia cosmica” e “Twist”.
Ancora una volta sono quattro i titoli pronti a essere scandagliati. Questa settimana tocca a:
- "La traditrice" di Philippa Gregory (HarperCollins)
- "Fiori per Algernon" di Daniel Keyes (Nord)
- "Alaska - La serie" di Brenda Novak (Giunti)
- "L'orologiaio di Brest" di Maurizio De Giovanni (Feltrinelli)
LA TRADITRICE, GLI INTRIGHI DI CORTE NON FINISCONO MAI
Il nostro viaggio alla scoperta dei libri da leggere di questa settimana porta il calendario a muoversi parecchio a ritroso. Un tuffo nel passato che prelude già a grandi storie e a grandi intrighi, elementi imprescindibili di ogni romanzo a sfondo storico che si rispetti.
E possiamo anticipare che le aspettative non sono state disattese da Philippa Gregory con il suo “La traditrice”, romanzo pubblicato in Italia da HarperCollins. D’altronde stiamo parlando di un’autrice che rappresenta un’istituzione quando si tratta di tramandare le gesta di donne che hanno fatto la storia. Le narrazioni contenute nel nuovo libro della scrittrice britannica gravitano attorno alla corte dei Tudor. È qui che troviamo Jane Parker, una donna dalle caratteristiche peculiari per il suo tempo, in quanto moglie devota e sorella fedele. Con l’aggiunta dell’“attitudine spionistica” che trae sicuramente molto vantaggio dall’acume di cui è dotata.
E su uno scenario perennemente in bilico, con il potere dei Bolena che traballa pericolosamente, sfida costantemente la sorte con giochi di potere e di alleanze che potrebbero risultare fatali se non adeguatamente ponderati. Non è di certo una sprovveduta, e le sue macchinazioni possono rappresentare leve importanti negli equilibri di interi paesi.
Un racconto che mette in risalto personaggi ben studiati e ottimamente costruiti, in un susseguirsi di intrighi e tradimenti che si alternano con elementi romantici che donano alla storia il giusto bilanciamento. Il tutto senza lesinare sulla costruzione di un’ambientazione ad hoc, che garantisce all’intera struttura narrativa un’atmosfera esotica niente male.
FIORI PER ALGERNON, IL RITORNO DI UN GRANDE CLASSICO DAGLI ANNI ‘50
Si torna nel passato anche con il secondo dei libri da leggere di questo fine settimana. La nostalgia la fa da padrona in questo inizio del 2026, per quanto il salto all’indietro sia considerevole. Il calendario ritorna infatti in questo caso al 1959, anno cui risale la prima pubblicazione di una storia poi divenuta iconica nel proprio genere di riferimento.
Parliamo di “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes, pubblicato da Nord. Una storia dalle tinte fantascientifiche la cui storia editoriale partì alla fine degli anni ’50 per poi arrivare, in chiave rivista, corretta e ampliata, nella metà degli anni ’60. E solo dopo aver riscosso non poco successo, considerando il riconoscimento – l’Hugo Award come miglior racconto – che gli valse la pubblicazione iniziale nel numero di aprile 1959 di The Magazine of Fantasy and Science Fiction.
Non sorprende dunque ritrovarlo nuovamente sugli scaffali, con un’edizione curata in ogni suo aspetto, a partire dalla copertina che non mancherà di attirare l’attenzione di chi passerà davanti al volume. È la storia di un topo, la cui intelligenza è cresciuta in maniera esponenziale dopo un intervento chirurgico mirato. Un’operazione audace, ma che è valsa al roditore un quoziente intellettivo pari, se non superiore, ad alcuni esseri umani. E se la stessa operazione la subisse un uomo non particolarmente brillante in quanto ad acume? Probabilmente il buon Charlie, destinato a fare da cavia nell’esperimento, potrà dire la sua.
Una storia d’altri tempi ma che, con grande capacità nella trattazione di temi delicati in quanto a etica e morale, torna nuovamente sotto le luci della ribalta. Pronto a incrementare vendite che contano già diversi milioni di copie piazzate nel corso dei decenni. Il tutto senza dimenticare poi gli adattamenti filmici e seriali dedicati che ha ispirato.
ALASKA - LA SERIE, L’INTERA SAGA DI THRILLER PSICOLOGICI IN UN SOLO VOLUME
Quando fuori dalla finestra cadono copiose le gocce di pioggia, e il termometro fa segnare temperature particolarmente fredde, dobbiamo dirlo, la prospettiva di stare in casa e farsi coccolare da un buon libro non è poi tanto male. A maggior ragione se la storia in questione si ammanta delle atmosfere di un thriller psicologico.
Armiamoci di tisanina ad hoc (dopo il periodo natalizio ci sta benissimo) e copertina e partiamo con Brenda Novak alla volta di “Alaska – La serie”, la raccolta targata Giunti che riunisce in un sol colpo tutti i diversi capitoli che hanno scandito l’evoluzione della saga. Un percorso partito dieci anni fa, nel 2016, e che oggi ci si può godere grazie al voluminoso tomo che racchiude al suo interno “Alaska”, “Hanover House”, “Alaska: La resa dei conti” e “Alaska: Il ritorno”.
Doveroso però fornire i giusti elementi anche a chi, nell’ultimo decennio, si fosse perso il lavoro della scrittrice americana. Protagonista è Evelyn Talbot, una donna che nei suoi trascorsi annovera un rapimento con stupro e un quasi omicidio, il tutto perpetrato ai suoi danni dal fidanzato. Un evento scatenante che l’ha instradata verso lo studio della mente umana, a caccia degli elementi che ne innescano i meccanismi disturbati. E proprio questi suoi studi, che successivamente si evolvono nel suo ambito di lavoro, portano all’apertura di Hanover House, una clinica che accoglie al suo interno i più pericolosi serial killer americani. Il tutto a beneficio della scienza. Il titolo della serie fornisce la geolocalizzazione del tutto, un luogo idealmente inospitale che diventa quindi la prigione naturale ideale per profili tanto pericolosi. Ma ci sono elementi che nulla può fermare, né le sbarre e né tantomeno le forze della natura.
Un thriller – o meglio una raccolta di thriller – sapientemente orchestrato, che conduce nei meandri più oscuri della psiche umana, e tiene con il fiato sospeso mantenendo sempre alta l’attenzione del lettore con il mix ideale di colpi di scena.
L'OROLOGIAIO DI BREST, IL RITORNO DI MAURIZIO DE GIOVANNI CON UNA NUOVA STORIA
Chiudiamo in bellezza la parentesi odierna dedicata ai libri da leggere, la prima di questo 2026, con un autore italiano che da due decenni o poco più alimenta il mercato editoriale con il suo genio. Uno scrittore dalla cui penna sono nati personaggi come il Commissario Ricciardi, i Bastardi di Pizzofalcone, Mina Settembre e l’ex agente segreto Sara, tutti omaggiati da trasposizioni televisive seriali dedicate.
Sotto i riflettori torna dunque ancora una volta Maurizio De Giovanni, in quest’occasione con “L’orologiaio di Brest”, il suo nuovo libro edito da Feltrinelli. Protagonisti della storia sono Vera e Andrea, due personaggi tanto affini anagraficamente quanto differenti nei modi di essere e nelle rispettive carriere. Vera è una giornalista che, a quarant’anni, comincia ad avere dubbi sulla strada che ha scelto, complice un lavoro che non la soddisfa e che la mantiene sempre su equilibri precari. Nonostante le nobili intenzioni che ne hanno mosso agli esordi i passi. Andrea è invece un professore di quarantatre anni con alle spalle un matrimonio naufragato e la cui carriera accademica è stata segnata da uno scandalo che lo ha visto coinvolto suo malgrado. Con l’aggiunta della malattia della madre, unico genitore ad averlo cresciuto.
Cos’hanno in comune questi due personaggi? Ovviamente tanto, e sarà proprio ciò che li lega a innescare il processo narrativo alla base del libro, e che porta l’attenzione a posarsi su eventi accaduti parecchi anni addietro. Quattro decenni, per essere precisi. Ed è così che le lancette tornano indietro agli anni ottanta, con tutte le conseguenze narrative del caso che restituiscono un quadro della situazione molto particolare, con le atmosfere dominate dalla lotta armata di quei tempi. Un’indagine che riavvolge il nastro e si sviluppa nel periodo degli anni di piombo, con personaggi ben definiti e che richiamano profili che hanno influito più o meno marcatamente sulla storia di quei tempi. Un racconto che nasce dalla penna di un autore che è una garanzia, e che rispetta le aspettative senza tradirle.



