Il Ministro Matteo Piantedosi alla Camera:" C'è strategia eversiva contro lo stato democratico"

Il Ministro Matteo Piantedosi alla Camera:" C'è strategia  eversiva contro lo stato democratico"

Il Ministro Matteo Piantedosi alla Camera:" C'è strategia eversiva contro lo stato democratico" Photo Credit: ANSA/ GIUSEPPE LAMI


I numeri dei disordini di sabato, 108 agenti feriti, tre arresi e 24 fermi, non ci possono essere ipocrisie, silenzi o ambiguità, ma solo una ferma condanna. ha aggiunto Piantedosi

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell'informativa alla Camera sugli scontri avvenuti a Torino durante il corteo pro Askatasuna ha espresso la convinzione che ci sia una strategia eversiva contro lo stato.''L'iniziativa di sabato era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una assemblea nazionale indetta da Askatasuna presso l'Università di Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell'antagonismo nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento No tav e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della Cgil, del partito Alleanza Verdi e Sinistra e della locale comunità islamica. In quella circostanza, nel rilanciare l'appuntamento per la manifestazione nazionale in solidarietà ad Askatasuna, programmata per il successivo 31 gennaio a Torino, è stato sottolineato, cito testualmente, che il corteo avrebbe costituito 'una resa dei conti con lo Stato democratico', in quanto 'lo sgombero di Askatasuna alza l'asticella dello scontro'''. ''Il 31 gennaio era stato definito 'uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta''', ha aggiunto.



C’è chi incita alla rivolta sociale

'In questo contesto, converrete che appare non priva di irresponsabilità la sottovalutazione della gravità della situazione che ha persino portato qualcuno, in alcuni frangenti e senza troppe prese di distanza, a sollecitare la rivolta sociale''. “Quanto avvenuto a Torino dimostra in modo che siamo ormai di fronte a episodi di violenza organizzata contro lo Stato, contro le forze dell'ordine, rispetto ai quali non ci possono essere ipocrisie, silenzi o ambiguità, ma solo una ferma condanna. Tutti devono prendere atto che non ci troviamo più inpresenza di modalità più o meno discutibili dell'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero, bensì ad una vera e propria, sistematica strategia di eversione dell'ordine democratico''. La procura di Torino procederà per il reato di devastazione, al momento contro ignoti, in relazione alle violenze avvenute sabato a Torino alla manifestazione per protestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna nei quali un poliziotto è stato aggredito a martellate.

Piantedosi: chi sfila con delinquenti offre un paravento di impunità

E ancora Piantedosi:«I disordini di sabato confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili». Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità" ha aggiunto il ministro. Parole accolte da applausi. Da critiche da parte di chi come Avs si è visto accostare ai disordini e ai violenti.

Le indagini

108 feriti tra gli agenti, 27 i fermi. Sul tavolo dei pm è arrivata una prima informativa della Digos e ne sono attese altre. Intanto nelle prossime ora arriverà la decisione del gip per i tre arrestati: il 22enne grossetano Angelo Francesco Simionato, accusato di concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni, ritenuto di aver fatto parte del gruppo che ha accerchiato e aggredito il poliziotto Alessandro Calista, e i due torinesi Pietro Desideri di 31 anni e Matteo Campaner di 35 anni, accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Per tutti e tre la procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura in carcere. Nell’ambito delle indagini su quanto accaduto sono state denunciate altre 24 persone accusate a vario titolo di resistenza a pubblico ufficiale, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell'autorità.


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