Il professore pestato per un rimprovero “di troppo” alla classe. Sono vittime anche i ragazzi

Il professore pestato per un rimprovero “di troppo” alla classe. Sono vittime anche i ragazzi

Il professore pestato per un rimprovero “di troppo” alla classe. Sono vittime anche i ragazzi


Un rimprovero collettivo perchè la classe "faceva chiasso e disturbava la lezione” ha fatto scattare ore dopo una vera e propria spedizione punitiva nei confronti del prof

Tutto è accaduto venerdì scorso, il docente (non di ruolo) in una scuola media di Casavatore, nel Napoletano, torna su quanto accaduto “Le vittime siamo due: io e i ragazzi. Io perché ho subito l'aggressione, ma anche loro, gli studenti, ai quali viene mostrata una società falsata, non basata sull'amore e sul rispetto ma sull'odio". Sulla fronte ha ancora la medicazione per le ferite riportate, la disamina è lapidaria "Ho denunciato l'accaduto, non sapendo chi fossero esattamente le cinque persone che mi hanno aggredito", spiega. "Io però non voglio puntare il dito contro tutti gli alunni di quella classe, ci sono tantissimi bravi ragazzi fra di loro", conclude ancora il docente. "Ho ricevuto tantissima solidarietà, anche da colleghi di altre città e alcuni mi hanno raccontato di essere stati vittime di episodi analoghi. E' come se ci trovassimo davanti a una generazione incattivita e arrabbiata, con genitori che non riescono a trasmettere il valore del rispetto delle regole".

DAL RIMBROTTO ALL’AGGRESSIONE

Il prof Enrico Morabito ha ottenuto la supplenza nella scuola media di Casavatore, nel Napoletano, ma proprio nell’ultimo giorno di sostituzione “Sono stato costretto a richiamare un'intera classe, una prima media, all'ordine, dal momento che facevano chiasso disturbando di continuo la lezione. Nel pomeriggio, poi mi hanno citofonato dei tizi dichiarandosi come miei amici. Conoscevano il codice del mio citofono e persino il mio nome. Scendo. 'Allora sei tu il professore della De Curtis', ha detto uno di loro, e a quel punto è iniziato il pestaggio. Alcuni mi bloccavano mani e gambe mentre gli altri mi prendevano a calci e pugni. Dopo avermi sbattuto la testa contro il portone del palazzo, sono andati via dicendo: 'non tornare più a scuola e non denunciare ai carabinieri perché tanto non ci interessa'”. La prima cosa che ha fatto è stato proprio chiamare le forze dell'ordine, che l’hanno trovato in uno stato di semincoscienza e hanno chiamato l'ambulanza. Portato al San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, Morabito è stato medicato e dimesso con una prognosi di sette giorni di riposo.

LA NOTA DI SPERANZA

Il prof, a caldo, si è detto "deluso e schifato. Tuttavia voglio avere la speranza che domani sia un giorno migliore fatto sempre di legalità e che il marcio che si insidia anche nelle scuole possa svanire presto". Oggi ha voluto sottolineare “Se avrò occasione di tornare in quella classe spiegherò ai ragazzi che non ho niente contro di loro, che ho perdonato anche i figli dei miei aggressori, ma dovete imparare che questo non è il modo di agire".


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