Ira dei pub britannici contro le tasse, vietano l’ingresso ai laburisti

Ira dei pub britannici contro le tasse, vietano l’ingresso ai laburisti

Ira dei pub britannici contro le tasse, vietano l’ingresso ai laburisti Photo Credit: ANSA / FACEBOOK


Dopo aver cercato il dialogo con la politica, i proprietari dei locali hanno deciso di passare all’azione

Nel Regno Unito monta la protesta contro il caro tasse che colpisce una delle istituzioni della tradizione: il pub. Nel periodo più festoso dell’anno, centinaia di gestori hanno aderito a una campagna che sta lentamente contagiando il Paese. Sulle porte dei loro locali hanno affisso un cartello con la scritta: “No Labour MPs”, ovvero, vietato l’ingresso ai deputati laburisti. L’iniziativa ha coinvolto finora circa 250 tra pub, ristoranti e hotel. La protesta non ha risparmiato nemmeno i vertici del governo. L’ultima “vittima” della rivolta è infatti la cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves. È finita nel mirino per gli aumenti delle tasse annunciati dal Tesoro che guida.


Ingresso vietato al ministro del Tesoro

Martin Knowles, il proprietario del Marsh Inn di Leeds, il pub preferito dal ministro, l’ha infatti bandita dal suo locale preferito. È stata bollata come una “traditrice” e il titolare dell’esercizio commerciale, ha intimato a Rachel Reeves di non presentarsi più per godersi una pinta di birra perché, ha spiegato, le nuove misure fiscali gli costeranno circa 2.500 sterline in più. Solo nell’estate del 2024, Reeves e Knowles avevano celebrato in un selfie diventato ora virale, la vittoria elettorale del Labour e la nomina della cancelliera.


Le ragioni della protesta

Quali le ragioni della protesta? Andy Lennox, proprietario dell’Old Thatch nel Dorset, in una intervista alla Bbc ha spiegato che quella dei cartelli alle porte è stata l’ultima spiaggia, dopo anni di campagne e appelli per chiedere tagli fiscali, sempre seguiti invece da nuovi aumenti. Gli operatori hanno provato di tutto, anche a contattare i singoli parlamentari, inviare lettere alla cancelliera, chiedere ascolto. Invano. “Ora tutti sono stufi”, ha concluso Lennox.


Quadro politico complicato

La protesta dei pub si inserisce in un quadro politico sempre più complicato per il governo di Keir Starmer. La “luna di miele” post-elettorale è già svanita, complice la congiuntura economica sfavorevole, scivolate e scandali interni, oltre a un rimpasto che ha coinvolto anche la vicepremier Angela Rayner, hanno eroso rapidamente la fiducia. A fare pressione è anche Nigel Farage, con Reform UK in forte crescita nei sondaggi. Lo scorso mese di settembre erano anche circolate voci su una possibile sostituzione di Starmer, voci poi rientrate. I vertici del partito fanno quadrato attorno al leader, ma i numeri parlano chiaro: dopo 18 mesi di governo, i consensi per il Labour sono crollati dal 34% al 18%. E in questo contesto rientra anche la “rivolta dei pub”. Secondo quanto scrive il Guardian in un’analisi, “la protesta che impedisce ai parlamentari di entrare sta mettendo in luce tensioni più profonde tra i politici e le comunità che rappresentano”.



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