Iran pronto al negoziato. Usa: aperti a un accordo. Convocati gli ambasciatori Ue per la designazione di terroristi dei Pasdaran

Iran pronto al negoziato. Usa: aperti a un accordo. Convocati gli ambasciatori Ue per la designazione di terroristi dei Pasdaran

Iran pronto al negoziato. Usa: aperti a un accordo. Convocati gli ambasciatori Ue per la designazione di terroristi dei Pasdaran Photo Credit: ANSA


Si aprono spiragli diplomatici tra Teheran e Washington: sarebbe pronto un accordo quadro per il nucleare, anche se la diplomazia iraniana resta vaga sul tema. Il ministro degli esteri ha convocato gli ambasciatori europei

Secondo il Pentagono, raid su Iran non sono imminenti. Lo conferma la diplomazia di Teheran, si cerca il dialogo, la traballante teocrazia non sarebbe in grado di affrontare un nuovo attacco americano.

PRONTI AL COLLOQUIO CON USA

Nonostante le minacce dell’Ayatollah, Khamenei, il Ministro degli Esteri, Araghchi e il suo portavoce, Esmaeil Baghaei, confermano un incontro con i mediatori statunitensi per avviare colloqui per promuovere una distensione dei rapporti. Baghaei ha dichiarato nella sua conferenza stampa settimanale che l'Iran definirà un quadro per i colloqui con gli Stati Uniti nei prossimi giorni. La presenza della portaerei Lincoln nel golfo Persico e il dispiegamento di forze statunitensi, oltre alla fortissima crisi interna economica e di consenso, ha convinto il governo a scendere a più miti consigli. "Stiamo studiando la struttura dei negoziati” ha detto Bagheaie.

LA MEDIAZIONE DI TURCHIA E QATAR

Una mediazione multilivello, che ha coinvolto attori regionali e singole figure chiave dietro le quinte, ha permesso di sbloccare l'accordo quadro tra Stati Uniti e Iran per evitare una guerra regionale, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche citate dal quotidiano libanese L'Orient-Le Jour. Nel lavoro riservato che ha preceduto l'intesa un ruolo centrale è stato svolto dal Qatar, che avrebbe convinto Teheran ad accettare negoziati diretti con Washington, superando una delle principali resistenze politiche iraniane. Doha avrebbe inoltre favorito la definizione di un quadro negoziale più ampio, non limitato al solo dossier nucleare. Determinante anche l'azione della Turchia, che ha promosso un approccio graduale e globale, spingendo le parti a partire dal nucleare per poi estendere il confronto agli altri dossier regionali e offrendo il proprio territorio come sede dei contatti tra emissari.

GLI INTERLOCUTORI 

È ancora l’inviato speciale del presidente Trump, la figura centrale per l’accordo con l’Iran. Seve Witkoff è incaricato dei contatti diretti con una delegazione iraniana. Mentre il presidente americano si confronterà direttamente con l’omologo iraniano Massoud Pezeshkian, che potrebbe sfociare in un contatto diretto. Secondo indiscrezioni, il punto di caduta dei contatti tra Washington e Teheran sul nucleare potrebbe essere l’accordo su un trasferimento dell’uranio impoverito, necessario per la costruzione della bomba atomica, presso gli stabilimenti di uno dei Paese intermediari, più probabilmente la Turchia.

CONVOCAZIONE DEGLI AMBASCIATORI

Ma la diplomazia del Paese mediorientale nega che un accordo sul nucleare possa essere al voglio con gli Usa. Secondo le stesse fonti, il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe segnalato pubblicamente la disponibilità di Teheran a un accordo che escluda, però, armi nucleari. “La rimozione delle sanzioni è una priorità essenziale” ha sottolineato il ministro, che ha rilanciato la necessità per l'Iran di rafforzare “la fiducia nel suo programma nucleare". Poi, ha bacchettato la superpotenza, "le minacce degli Stati Uniti non sono compatibili con la diplomazia e non si dovrebbe ricorrere alla coercizione come principio internazionale" ha chiosato Araghchi. E mentre tutto questo va in scena, nello stesso ministero, sono stati convocati gli ambasciatori dei Paesi dell'Unione Europei in risposta alla designazione delle Guardie Rivoluzionarie come terroristi. "E' la minima azione dell'Iran - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei - e ci sono altre opzioni allo studio per reagire. È stata un insulto e un errore strategico".



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