Istat: con RDC 1 milione di italiani hanno evitato la povertà assoluta

08 luglio 2022, ore 13:53

Un’accurata fotografia del Paese, quella realizzata attraverso i dati statistici dell’Istat, che questa mattina ha pubblicato il suo consueto Rapporto Annuale. Tanti i campi indagati dall’Istituto di ricerca, dai dati sulla popolazione a quelli sul lavoro

La popolazione italiana

Secondo le rilevazioni del Rapporto Annuale Istat, la popolazione italiana continua a diminuire nel 2021, un crollo cominciato nel 2014 e che ancora non si arresta: il primo gennaio 2022 il numero di italiani è di circa 58 milioni 983mila unità, cioè 1 milione 363mila in meno nell’arco di 8 anni.

Ma il calo demografico è solo una delle tendenze che si confermano nello scorso anno. A seguire c’è quella che riguarda l’invecchiamento della popolazione, che prosegue con una longevità sempre più marcata: gli anziani over 65 sono 14 milioni 46mila a inizio 2022, 3 milioni in più rispetto a venti anni fa, un dato pari al 23,8% della popolazione totale. L'indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra anziani di 65 anni e più e giovani di età inferiore a 15 anni) è pari a 187,9%, aumentato in vent'anni di oltre 56 punti. Gli over 80 superano i 4,5 milioni, mentre si confermano interessanti anche le rilevazioni che riguardano i centenari: il numero raggiunge le 20mila unità, quadruplicandosi negli ultimi 20 anni.

Guardando al prossimo futuro, le previsioni non sono incoraggianti: nel 2042 gli over 65 saranno quasi 19 milioni, il 34% della popolazione.


Le famiglie e i giovani

Nonostante il crollo demografico, il numero delle famiglie aumenta: 25,6 milioni nel 2020-2021. L’apparente contraddizione si spiega con il numero medio di componenti del nucleo che scende a 2,3 (da 2,6 del 2000-2001). La maggior parte sono coppie senza figli, mentre aumentano le famiglie costituite da una sola persona, passate dal 24% del totale di inizio millennio al 33,2%.

Anche l’età media a cui si sceglie di avere un figlio si estende. Se nel 1995 il parto veniva effettuato mediamente intorno al 30esimo anno, siamo arrivati a quota 32,2 nel 2020. Il numero medio di bimbi per donna è di 1,24, lo stesso del 2001. La fecondità delle donne straniere si conferma superiore a quella delle italiane, anche se in diminuzione.

Approfondendo il tema dei nuclei familiari, vengono rilevati poco più di 7 milioni di giovani tra i 18 e i 34 anni che vivono in casa con i genitori (circa il 67,6%), in aumento rispetto al 2010 – periodo di riferimento poiché relativo alla Grande recessione.

La situazione più critica è al Sud, dove i giovani in casa con i genitori sono circa il 72% (contro il 63,7% del Nord), e dove ci sono il doppio di ragazzi disoccupati (35%) rispetto al Nord.


Istat: con RDC 1 milione di italiani hanno evitato la povertà assoluta

Povertà e lavoro

Proprio a partire dalla popolazione più giovane emergono dati interessanti anche per quanto riguarda il settore lavorativo e il benessere economico. Il numero di individui in povertà assoluta è quasi triplicato nell’arco di 15 anni, passando da 1,9 milioni nel 2005 a 5,6 milioni (9,4% del totale) nel 2021.

Nello stesso arco temporale, tra i più giovani (18-24 anni) le condizioni di indigenza risultano tre volte più frequenti, con l'incidenza che ha raggiunto l'11,1%, valore di quasi quattro volte superiore a quello del 2005, il 3,1%).

Nel settore lavorativo privato risultano quasi 1 milione di dipendenti che percepiscono meno di 8,41 euro all'ora e una retribuzione totale al di sotto di 12mila euro l'anno. Il numero sale a 4 milioni di dipendenti

"Le misure di sostegno economico erogate nel 2020, in particolare reddito di cittadinanza e di emergenza, hanno evitato a un milione di individui (circa 500mila famiglie) di trovarsi in condizione di povertà assoluta". L'intensità della povertà, senza sussidi, nel 2020 sarebbe stata di 10 punti percentuali più elevata, raggiungendo il 28,8% (a fronte del 18,7% osservato).


Tags: istat, popolazione, povertà, rdc, rtl1025

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