L'appello del Papa dalla Papua Nuova Guinea, fermare la spirale di violenza e uno sviluppo che promuova il benessere di tutti

L'appello del Papa dalla Papua Nuova Guinea, fermare la spirale di violenza e uno sviluppo che promuova il benessere di tutti

L'appello del Papa dalla Papua Nuova Guinea, fermare la spirale di violenza e uno sviluppo che promuova il benessere di tutti Photo Credit: https://agenziafotogramma.it/


Il Pontefice, nel suo discorso ufficiale, ha anche parlato della Fede come fonte di speranza. Poi un pensiero su le donne e sulla lotta ai cambiamenti climatici

Nel primo discorso ufficiale del suo viaggio in Papua Nuova Guinea, Papa Francesco si è rivolto a un pubblico di circa 300 leader politici, religiosi, ambasciatori, imprenditori e rappresentanti della società civile e culturale. Il Papa ha evidenziato l'importanza della ricchezza culturale e ambientale dell'arcipelago, un patrimonio che deve essere sfruttato per promuovere l'armonia tra le differenze, offrendo al mondo un esempio di fraternità. Ha sottolineato la necessità di uno sviluppo sostenibile ed equo, che garantisca il benessere di tutti, senza escludere nessuno, e ha lanciato un appello per fermare le violenze tribali, che causano numerose vittime e ostacolano la pace e lo sviluppo nel Paese.


APPELLO ALLA FINE DELLE VIOLENZE

Il Pontefice ha chiesto la fine della "spirale di violenza" che affligge Papua Nuova Guinea, auspicando una collaborazione fruttuosa per il bene di tutta la popolazione. Nel suo discorso, ha ricordato che le risorse naturali, come la terra e l'acqua, sono destinate da Dio a beneficio di tutta l'umanità. Anche se il loro sfruttamento richiede l'intervento di grandi competenze e imprese internazionali, è fondamentale che i proventi siano distribuiti equamente e che le esigenze delle popolazioni locali siano rispettate. Questo approccio, secondo il Papa, può portare a un reale miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali.


LA FEDE COME FONTE DI SPERANZA

Francesco ha poi richiamato l'attenzione sul motto del viaggio, "Pray" (Pregare), affermando che un popolo che prega ha un futuro, poiché attinge forza e speranza dall'alto. L'emblema del viaggio, raffigurante un uccello del paradiso, rappresenta la libertà interiore che nessuno può soffocare. Il Papa ha espresso l'auspicio che i cristiani dell'arcipelago, che rappresentano il 95% della popolazione, vivano la loro fede non come mera osservanza di riti e precetti, ma come amore verso Gesù Cristo e il suo insegnamento.


DONNE E CAMBIAMENTO CLIMATICO

Nel suo discorso, il Papa, insieme al governatore generale della Papua Nuova Guinea, ha voluto evidenziare il ruolo centrale delle donne nello sviluppo umano e spirituale. Bergoglio ha elogiato la forza delle donne, sottolineando come siano loro a guidare il progresso e la crescita del Paese. Il governatore generale, Sir Bob Bofend Dadae, ha inoltre sollevato il tema del cambiamento climatico, affermando che l'innalzamento del livello del mare sta già incidendo sul sostentamento delle comunità nelle isole più remote. Ha poi lodato il sostegno del governo alla Chiesa nella promozione dell'educazione e dell'assistenza sanitaria e spirituale, a beneficio delle fasce più vulnerabili della popolazione.







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