L’uomo torna sulla Luna, gli astronauti di Artemis sono pronti per una missione epica
L’uomo torna sulla Luna, gli astronauti di Artemis sono pronti per una missione epica Photo Credit: ANSA/HANDOUT
30 marzo 2026, ore 08:00
Il lancio del viaggio spaziale, che non prevede l’allunaggio, ma solo ruotare attorno all’orbita lunare, è previsto il prossimo 1 aprile, e non è uno scherzo
Ore 6.34 del primo aprile, (le 00,24 italiane di giovedì 2 aprile) è previsto il lancio di Artemis con quattro astronauti a bordo. Destinazione Luna. Dopo i rinvii legati a problemi tecnici allo stadio superiore del lanciatore e nel pieno della riorganizzazione dei programmi di esplorazione annunciata dalla Nasa, è arrivato il momento dle lancio. In caso di maltempo o se per ulteriori motivi tecnici, dovrebbe essere rinviato, le finestre utili sono alle 1,22 del 3 aprile, alle 2,00 del 4 aprile, alle 2,53 del 5 aprile, alle 3,40 del 6 aprile e alle 4,36 del 7 aprile (tutte in ora italiana). Gli astronauti sono in quarantena dallo scorso 20 marzo e rimarrebbero tali anche in caso di rinvio della missione. L’ultima opportunità potrebbe essere, in caso estremo, il 30 aprile.
La procedura
Se tutto dovesse procedere come previsto, la mattina del primo aprile gli astronauti cominceranno a indossare le tute spaziali all'interno della struttura di collaudo e operazioni dedicata a Neil Armstrong, il primo uomo che ha camminato sulla Luna. Il conto alla rovescia poi prevede alle 14.45 italiane le operazioni di caricamento dei propellenti e alle 00,24 si procederà al lancio.
Un'avventura epica
Così i quattro astronauti di Artemis II hanno definito la loro missione verso la Luna: “Un’avventura epica”. Con il comandante Reid Wiseman della Nasa sono pronti a volare il pilota Victor Glover, anche lui della Nasa, la specialista di missione Christina Koch (Nasa), prima donna a volare verso la Luna e l'altro specialista di missione Jeremy Hansen, dell'agenzia spaziale canadese Csa, il primo non americano a volare verso la Luna.
Un viaggio lungo 10 giorni
A 54 anni dall'ultima missione Apollo, la numero 17 del 1972, i quattro astronauti sono pronti ad affrontare un viaggio che per dieci giorni li porterà nell'orbita lunare. Questa è una missione dimostrativa, infatti non è previsto l’allunaggio, ma Artemis raggiungerà il punto più vicino alla superficie lunare al quinto giorno dal lancio. Quella prevista il primo aprile è una missione che potrebbe stabilire un nuovo record: quello della distanza più lunga percorsa da un essere umano dalla Terra, stabilito nel 1970 dall'Apollo 13 con 400.171 chilometri.
Il razzo è sulla rampa
A lanciare in orbita gli astronauti sarà il razzo Space Launch System, che, risolti i problemi tecnici di febbraio, Si prepara a compiere il suo lavoro e a la capsula Orion, chiamata Integrity e destinata a ospitare l'equipaggio.
Su Orion c'è anche tanta Europa
Non sarà una missione tutta americana, infatti diversi componenti di Oriono sono made in Europa. L'Agenzia Spaziale Europea ha realizzato il secondo Modulo di servizio che fornirà energia e propulsione alla capsula e che agli astronauti assicurerà aria, acqua e il controllo della temperatura interna. E' stato costruito da oltre 20 aziende in 10 Stati membri dell'Esa, compresa l'Italia con Thales Alenia Space, sotto la guida del contraente principale Airbus.
Rise
Non può mancare la “mascotte” di questo viaggio: con i quattro astronauti, su Orion viaggerà anche Rise. Si tratta dell'indicatore di gravità. È un pupazzetto colorato destinato a fluttuare all'interno della capsula nel momento in cui ci sarà assenza di peso. Il disegno, i colori e il nome si ispirano al sorgere della Terra osservato nel 1968 dall'orbita lunare, nella missione Apollo 8.



