Liliana Segre al Senato, lasciamo fuori dall'aula la politica urlata

13 ottobre 2022, ore 19:25

Presidente del Senato per un giorno, Liliana Segre rimanda al rispetto delle Istituzioni, alla Costituzione e alla necessità di una politica alta che rispetti l'avversario

Una giornata storica per l’Italia, che vede nascere la sua diciannovesima legislatura. E lo fa partendo dal Senato, nel segno di un discorso che ha ricevuto numerose standing ovation: quello di Liliana Segre, chiamata oggi a presiedere, in quanto senatrice più anziana, la seduta con cui è stato eletto il nuovo Presidente del Senato, Ignazio La Russa. Segre ha tenuto un lungo discorso che ha ripercorso la sua storia personale, ma anche una pagina di quella del Paese.

IL PESO DELLA STORIA

Dopo i saluti al Presidente Mattarella, a Papa Francesco e al Presidente emerito Napolitano, il pensiero va alla guerra in Ucraina. “La pace è urgente e necessaria” ricorda Liliana Segre. Poi il richiamo “alle vertigini” provocate da un appuntamento col destino, che smuove l'Aula di Palazzo Madama: "Oggi sono particolarmente emozionata di fronte al ruolo che in questa giornata la sorte mi riserva" dice, ricordando come la sua presidenza del Senato, seppur temporanea, arrivi nel centenario della Marcia su Roma. Un alto valore simbolico per Liliana Segre, lei che si ricorda bambina, costretta dalle leggi razziali a lasciare i banchi della scuola elementare “in un giorno come questo del 1938”. Ma che oggi, ottant’anni dopo, si ritrova “sul banco più prestigioso del Senato”.

PRESERVARE LE ISTITUZIONI

La riflessione si sposta poi all’Istituzione del Senato, che si vede per la prima volta rinnovata in maniera profonda, registrando due novità: il voto a partire dai diciotto anni e la riduzione degli eletti a duecento. Dati che aumentano la responsabilità che grava sui senatori, con "l'imperativo di preservare le Istituzioni della Repubblica".

LA POLITICA URLATA, CHE HA ALLONTANATO GLI ELETTORI

Un passaggio particolarmente apprezzato è stato quello sui toni politici. Segre auspica che si lasci fuori dal Senato “la politica urlata, che tanto ha contribuito a far crescere la disaffezione dal voto” interpretando una politica alta che abbia rispetto per gli avversari e che si “esprima con gentilezza, perfino con mitezza”. Garantita dev’essere anche la lotta al linguaggio di odio, all’ “imbarbarimento del dibattito pubblico” e alle discriminazioni. Parole che risuonano potenti pronunciate da Liliana Segre, che dal 2021 presiede la Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza.


Liliana Segre al Senato, lasciamo fuori dall'aula la politica urlata
PHOTO CREDIT: AgenziaFotogramma.it

UNITI NEL NOME DELLA COSTITUZIONE, AMICA DEGLI ITALIANI

Poi il rimando alla Costituzione, citando Piero Calamadrei e Giacomo Matteotti: "la Costituzione repubblicana non è un pezzo di carta, ma il testamento di centomila morti caduti nella lunga lotta per la libertà” e “che il popolo italiano ha sempre sentito amica". Da qui anche il bisogno di unità, a partire dai momenti simbolici come le festività, dal 25 Aprile festa della Liberazione al 1 Maggio festa del lavoro, al 2 Giugno festa della Repubblica. Date troppo spesso considerate divisive, e che invece, dice, dovrebbero unire in un "autentico spirito repubblicano". Infine l’appello al Parlamento, affinché sappia collaborare per rispondere alle emergenze del Paese, dall’inflazione, all’energia, alle disuguaglianze.


Tags: Liliana Segre, Palazzo Madama, Politica, Senato

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