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02 novembre 2018

Mari più caldi del previsto, l'allarme lanciato dall' Onu

Il riscaldamento delle superfici d'acqua è del 60 per cento superiore alle stime

Il riscaldamento globale e' peggiore di quello che si temeva. Neanche un mese fa il Comitato per il clima dell'Onu, l'Ipcc, ha diffuso un rapporto che prevede che gia' nel 2030 il cambiamento climatico potrebbe superare la soglia di 1,5 gradi dai livelli pre-industriali, l'obiettivo piu' ambizioso dell'Accordo di Parigi. Ma ora una ricerca internazionale guidata dall'Universita' di Princeton e pubblicata su Nature dice che l'Onu e' stato troppo ottimista: gli oceani negli ultimi 25 anni hanno assorbito il 60% di calore in piu' rispetto alle stime dell'Ipcc. Mari piu' caldi vogliono dire eventi estremi piu' frequenti e devastanti, ma anche maggiori emissioni di anidride carbonica, perche' l'acqua piu' calda rilascia piu' CO2. E piu' CO2 vuol dire piu' effetto serra e piu' riscaldamento. Un circolo vizioso infernale, che secondo la ricerca di Princeton potrebbe rendere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi ancora piu' difficili da raggiungere: per mantenere il cambiamento climatico entro i limiti previsti (massimo 2 gradi), bisognera' ridurre le emissioni di gas serra di un ulteriore 25%. Tenendo conto che invece le emissioni di CO2 nel 2017 sono aumentate dell'1,4%, l'obiettivo diventa sempre piu' lontano. "E' una grande preoccupazione - ha commentato con la Bbc la ricercatrice che ha guidato la ricerca, Laura Resplandy -. Se guardiamo all'obiettivo dell'IPCC di 1,5 gradi, ci sono grosse sfide per raggiungerlo, e il nostro studio indica che sara' ancora piu' difficile". Il riscaldamento degli oceani, oltre a tempeste e uragani piu' frequenti e piu' devastanti, ha altri due effetti negativi: l'innalzamento del livello delle acque, per i ghiacci polari che si sciolgono, e l'impoverimento della fauna, per la riduzione dell'ossigeno.

Mari più caldi del previsto, l'allarme lanciato dall' Onu