Milano-Cortina 2026, l’armonia accende San Siro: spettacolo, musica e spirito olimpico
Milano-Cortina 2026, l’armonia accende San Siro: spettacolo, musica e spirito olimpico Photo Credit: EPA/CARL SANDIN / POOL
06 febbraio 2026, ore 23:50
Luci, musica e simboli aprono i Giochi di Milano-Cortina 2026: San Siro diventa teatro di un racconto che unisce sport, arte, pace ed emozione
La parola scelta per raccontare al mondo Milano-Cortina 2026 è “armonia”, e mai come nella cerimonia d’apertura questo concetto ha trovato una traduzione concreta, visiva ed emotiva. San Siro, trasformato per una notte nel cuore pulsante dei Giochi, ha accolto lo spettacolo con un colpo d’occhio potente: luci, musica, coreografie e tecnologia hanno dato vita a un racconto continuo, capace di unire Milano alle montagne di Cortina in un’unica grande scena diffusa.
L'APERTURA
L’inizio è affidato alle immagini: sui maxi schermi scorrono l’Italia e le sue eccellenze, dai monumenti all’arte, dalla Motor Valley al paesaggio alpino. Lo stadio, illuminato dai braccialetti indossati dal pubblico, si spegne e si riaccende seguendo le note di una colonna sonora che accompagna il primo segmento dello show. I figuranti entrano in pista, racchiusi in teche luminose, mentre un angelo simbolico attraversa la scena. È un richiamo alla classicità, alla bellezza senza tempo, alla ricerca di equilibrio che fa da filo conduttore all’intera cerimonia.
"L'INFINITO" RECITATO DA PIERFRANCESCO FAVINO
Il violino introduce una nuova fase: Pierfrancesco Favino cammina tra i danzatori recitando “L’infinito” di Giacomo Leopardi. La poesia diventa spazio, movimento, respiro collettivo. Subito dopo, il tricolore prende forma al centro dello stadio: Vittoria Ceretti consegna la bandiera italiana, che viene issata mentre Laura Pausini intona l’inno nazionale, collegata in perfetta sincronia con Cortina, dove un coro accompagna il canto. Due città lontane ma unite, due palcoscenici che dialogano.
MARIAH CAREY E "NEL BLU DIPINTO DI BLU"
Lo spettacolo prosegue con un’esplosione di musica pop e citazioni iconiche. Mariah Carey incanta San Siro con una versione intensa di “Nel blu dipinto di blu”, omaggio a Domenico Modugno, prima di lasciare spazio a un cambio netto di atmosfera. La pista si colora con spirali luminose, i ballerini si muovono tra richiami all’opera italiana e alla cultura pop: Verdi, Raffaella Carrà, Celentano. La cerimonia alterna solennità e leggerezza, memoria e ironia, fino ai momenti più giocosi affidati a Sabrina Impacciatore e Brenda Lodigiani, che scherzano sulla gestualità italiana strappando sorrisi allo stadio.
LA SFILATA DELLE DELEGAZIONI
Poi arriva uno dei momenti più attesi: la sfilata delle delegazioni. La scelta di distribuire gli atleti tra Milano e Cortina rende l’ingresso meno compatto rispetto al passato, ma non toglie fascino ai singoli passaggi. La Grecia apre come da tradizione, seguita da una lunga sequenza di Paesi che raccontano la varietà dello spirito olimpico. Applausi calorosi per delegazioni piccole ma entusiaste come Madagascar, Haiti e Islanda; curiosità e commenti per gli abiti eccentrici della Nigeria e quelli iconici della Mongolia; emozione sincera per l’Ucraina, accolta da un’ovazione che attraversa tutto lo stadio. San Siro si accende all’ingresso delle grandi potenze dello sport invernale. Canada e Stati Uniti portano numeri e aspettative, mentre la Norvegia – dominatrice delle ultime edizioni – sfila con sicurezza. Fischi accompagnano l’ingresso di Israele, a testimonianza di come lo sport non sia mai completamente separato dal contesto globale. Il pubblico reagisce, partecipa, commenta: la cerimonia non è solo spettacolo, ma anche specchio del presente. L’attesa cresce fino agli ultimi ingressi. La Francia, futura padrona di casa, precede il momento più emozionante della serata: l’arrivo della delegazione italiana. San Siro esplode. Tutti in piedi, luci pulsanti, musica travolgente. Federico Pellegrino e Arianna Fontana guidano gli azzurri in un’atmosfera che ricorda i grandi concerti più che una cerimonia sportiva. È l’abbraccio di Milano ai suoi atleti, un’onda sonora che accompagna ogni passo. Conclusa la sfilata, un video ripercorre la storia delle Olimpiadi invernali, mentre la scena si prepara alla parte istituzionale. Giovanni Malagò prende la parola e accoglie il mondo in un’Italia che unisce tradizione e innovazione, ricordando il passato olimpico del Paese e sottolineando il carattere pionieristico di questi Giochi diffusi, sostenibili e attenti all’equilibrio di genere. Poco dopo, Sergio Mattarella dichiara ufficialmente aperti i Giochi, tra gli applausi dello stadio.
IL VIAGGIO DELLA FIAMMA OLIMPICA
La cerimonia entra nel suo segmento più simbolico con il viaggio della fiamma olimpica e un messaggio potente affidato alla musica e alle parole. Ghali legge “Promemoria” di Gianni Rodari in tre lingue, trasformando poesia e valori olimpici in un invito universale alla pace. Andrea Bocelli, con “Nessun dorma”, regala un momento di emozione pura prima dell’ingresso della bandiera olimpica, portata da otto messaggeri di pace provenienti da mondi, storie e percorsi diversi. L’inno olimpico, cantato da Cecilia Bartoli con Lang Lang al pianoforte, accompagna il giuramento. A Cortina, Sofia Goggia riceve la fiaccola, che passa di mano in mano tra leggende dello sport italiano. L’attesa culmina quando la fiamma arriva a San Siro: Samantha Cristoforetti lancia il suo messaggio di amore per la Terra, mentre la musica sale e lo stadio trattiene il respiro.
L'ACCENSIONE DEI BRACERI
L’ultimo atto è solenne e spettacolare. Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Sofia Goggia accendono i due bracieri, uno a Milano e uno a Cortina. I fuochi d’artificio illuminano il cielo sopra i cinque cerchi, suggellando una cerimonia che ha cercato, e in larga parte trovato, il suo equilibrio tra spettacolo, emozione e significato. Milano-Cortina 2026 è ufficialmente iniziata, sotto il segno dell’armonia.



