Ministro Patuanelli, il rapporto con i sindacati e le misure economiche per fronteggiare l’emergenza coronavirus

24 marzo 2020, ore 13:44

Nessuna pressione da parte degli imprenditori per lasciare aperte aziende, entro questa settimana saranno emanate tutte le disposizioni relative alle misure adottate

Tante le polemiche, negli ultimi giorni, tra governo e sindacati riguardo alle misure per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli ha assicurato che il rapporto con i sindacati è costante e costruttivo, perché l’unica preoccupazione che accomuna tutti è la tutela della salute dei cittadini. È giusto dire che anche le attività produttive devono rallentare, gli imprenditori stanno facendo la loro parte resistendo in un momento di grande difficoltà e i lavoratori stanno dando grande prova di sensibilità nei comportamenti, rispettando tutte le regole. 

Le parole sugli industriali

Ieri hanno fatto molto discutere le parole del ministro Patuanelli, rilasciate in un’intervista a Repubblica, sul fatto di non aver ceduto agli industriali. “Il titolo di quell’intervista rappresenta una spiegazione troppo chiusa e succinta del ragionamento che ho fatto”, spiega Patuanelli. Non c’era nulla su cui cedere, aggiunge, perché ci si è confrontati in modo costruttivo. Nessun imprenditore ha fatto pressione per lasciare aperte le attività non indispensabili, il senso di responsabilità è stato massimo da parte di tutti. 

La confusione dei cittadini

Molta confusione anche tra i cittadini, ad esempio riguardo alla sospensione dei mutui o ai 600 euro per i liberi professionisti. Patuanelli sottolinea come il governo abbia messo a punto in una settimana un provvedimento che, di fatto, è una legge di bilancio. Mentre in quel caso ci sono quattro mesi per prepararsi, in questa emergenza i tempi sono molto ristretti. I canali istituzionali dei diversi ministeri di competenza forniscono tutte le informazioni, ricorda il ministro, l’Inps ha un compito molto importante in questo momento e allo stesso tempo le banche. 



Ministro Patuanelli, il rapporto con i sindacati e le misure economiche per fronteggiare l’emergenza coronavirus

Conte e la stretta sulle attività non essenziali

Il ministro Patuanelli è intervenuto anche sull’opportunità o meno delle parole del premier Giuseppe Conte nella tarda serata di sabato, su un provvedimento in vigore dal lunedì successivo. “Si è trattato di una necessità per il dovere di trasparenza che abbiamo nei confronti dei cittadini, era giusto informare su ciò che si stava facendo, bisognava preparare le persone che nel giro di 48 ore sarebbero andate a lavorare”. Ad oggi, ricorda inoltre il ministro, l’Italia ha messo sul piatto 25 miliardi per fronteggiare l’emergenza. Gli altri Paesi seguiranno le misure italiane e gli altri ministri europei si informano costantemente sui provvedimenti dell’Italia. 

La liquidità alle imprese in difficoltà

Patuanelli ha voluto rassicurare le imprese, sottolineando come sia impossibile pensare che le banche eroghino i prestiti sulla base dell’andamento economico, in quanto moltissime non hanno un conto attivo, fatturando zero per via dell’emergenza. Inoltre bisognerà allungare al massimo il tempo di restituzione, per non far prolungare il periodo di difficoltà economica. Restituzione, quindi, non entro cinque anni, dichiara il ministro, ma in dieci-quindici anni. 

Entro questa settimana emanate tutte le disposizioni

Il ministro ha infine annunciato che tutte le disposizioni relative alle misure adottate saranno emanate entro questa settimana. “Ovviamente l’Agenzia delle entrate ha un ruolo fondamentale per la parte imprese, così come Inps per i sussidi assistenziali. Entro questa settimana vogliamo concludere tutta la parte direttiva”. Decisivo poi il ruolo di un’informazione efficace, che deve essere capillare e arrivare a tutti. Dev’essere chiaro all’interno dei meccanismi decisionali come riuscire a risolvere i problemi puntuali, poiché sono tantissime le richieste ogni giorno su temi specifici. Ognuno di noi è toccato dall’emergenza coronavirus, conclude Patuanelli, direttamente per questioni sanitarie o indirettamente per ragioni lavorative.  


Coronavirus, il ministro Patuanelli, il rapporto con i sindacati e le misure economiche

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