Miracle Aisha è venuta al mondo in volo. Il suo nome in onore alla dottoressa che l’ha fatta nascere

Miracle Aisha è venuta al mondo in volo. Il suo nome in onore alla dottoressa che l’ha fatta nascere

Miracle Aisha è venuta al mondo in volo. Il suo nome in onore alla dottoressa che l’ha fatta nascere


“Is there a doctor on the plane?” L'aereo era partito da circa un'ora da Doha quando a bordo è scattata la ricerca per un medico perché c’era una futura mamma che stava per partorire

Mamma e bimba stanno bene, in salute. La loro storia sarà per sempre legata a quella della dottoressa canadese, Aisha Khatib, docente all'Università di Toronto. 'Miracle' (miracolo) Aisha, è la bimba appena nata su un volo della Qatar Airways proveniente da Doha e diretto in Uganda, grazie al suo intervento. L’aereo era decollato da circa un’ora quando una donna, un'immigrata ugandese in Arabia Saudita che era di ritorno nel suo Paese, ha avvertito le doglie del parto che precedono il travaglio. Il personale di bordo si è subito attivato, ha chiesto agli altri passeggeri se tra loro c’era un medico e l’hanno trovato. Così è venuta al mondo Aisha, un po’ in anticipo a 35 settimane di gravidanza, ma in salute. Il nome Aisha le è stato dato proprio in onore della dottoressa. E’ proprio quest’ultima a pubblicare sul suo profilo Twitter le foto della piccola che ha aiutato a nascere e ad assicurare “Mamma e bimba stanno bene”.

I PRECEDENTI

Ad aprile dello scorso anno è successo a un'altra donna incinta, Lavinia “Lavi” Mounga era partita da Salt Lake City alle Hawaii, quando durante il volo, in mezzo al Pacifico, ha iniziato ad avere le doglie. Fortuna ha voluto che tra i passeggeri ci fosse il dottor Dale Glenn, assieme a un gruppo di infermiere del reparto neonatale dell’ospedale di North Kansas City. La nascita è stata poi salutata con tanto di applauso scrosciante degli altri passeggeri e di congratulazioni alla nuova madre. Altro caso risale al settembre del 2020, una passeggera yemenita ha dato alla luce un bambino a bordo di un Boeing Egyptair decollato da Il Cairo e diretto a Londra ma poi deviato su Monaco. La donna ha partorito il figlio molto prima di atterrare in Germania. La compagnia ha deciso di regalare al neonato un lasciapassare per volare gratis a vita. E’ successo anche in Italia, poche settimane fa, Elia è nato lo scorso 21 dicembre, prima che le ruote dell'elicottero sanitario toccassero la piazzola dell'ospedale Santa Chiara di Trento. E’ venuto al mondo in volo, tra le braccia di un’ostetrica e dei soccorritori di Trentino Emergenza.

LA CITTADINANZA PER IL BIMBO NATO IN VOLO

Per stabilire la cittadinanza del bambino che nasce a 10.000 metri da terra, le regole cambiano a seconda della nazionalità dei genitori e a seconda del paese che si sta sorvolando. Per esempio, nei paesi in cui vige lo ius soli, come gli Stati Uniti, il Canada, Tanzania, Lesotho e buona parte dell’America latina, un bimbo nato in aereo diventa automaticamente cittadino dello Stato “sopra” al quale è nato. Per il Regno Unito, invece, la stessa regola si applica soltanto se uno dei genitori è cittadino UK. Diverso il caso della maggior parte dei Paesi Arabi, nei quali è previsto che il neonato acquisisca la stessa nazionalità del padre. In Italia, a bordo di un aereo italiano, il comandante, durante il volo, esercita le funzioni di Ufficiale di Stato Civile, ed è tenuto ad annotare immediatamente la nascita sul giornale di bordo. Poi dichiarare la nascita, non appena atterrato, al direttore dell’aeroporto che, a sua volta, trasmetterà il tutto all’autorità consolare competente. Ma per la legge italiana la cittadinanza italiana spetta ai soli figli di padre o madre italiani. Esiste però un’eccezione che prevede il conferimento della cittadinanza italiana anche chi è “nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale essi appartengono”.


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