Napoli: 22enne accoltellata alla schiena muore in ospedale, dopo essere stata trasportata in auto da ignoti, si cerca il fratello Photo Credit: ANSAFoto.it
03 febbraio 2026, ore 23:21
Gli inquirenti indagano nella cerchia familiare per risalire al responsabile del femminicidio di Ylenia Musella, di 22 anni. La ragazza potrebbe essere stata colpita nel corso di una lite in strada
Si cerca il fratello di Ylenia Musella, la giovane accoltellata e uccisa nel pomeriggio a Napoli. Si è reso irreperibile subito dopo il delitto. Si ipotizza una lite familiare.
Forse una lite familiare dietro il femminicidio
La tragedia è esplosa in un rione popolare della periferia est di Napoli dove Ylenia Musella, 22 anni abitava, con Giuseppe, 28 anni, suo fratello che si è reso irreperibile dopo il delitto e al quale le voci raccolte nel quartiere addosserebbero la responsabilità dell'accaduto. La giovane è stata condotta nell'ospedale evangelico Villa Betania a bordo di un'auto. Era già in gravissime condizioni, la coltellata aveva prodotto lesioni ad organi vitali. Non è chiaro chi ci fosse a bordo della vettura, che si è allontanata subito dopo e che si sta cercando di rintracciare attraverso i sistemi di videosorveglianza. Ylenia aveva i documenti in tasca, è stata soccorsa immediatamente ma i medici hanno potuto solo constatarne il decesso, poco dopo il ricovero, avvertendo la Polizia. Secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti, i due fratelli vivevano soli in via Chiaro di Luna, nel rione Conocal, agglomerato di case popolari realizzate dopo il terremoto del 1980. Un'area degradata e fortemente problematica, dove lo spaccio di droga e la presenza della camorra gravano sulla vita delle persone perbene. La madre e il patrigno, che sarebbe un esponente dei clan della zona, sono entrambi detenuti. Gli investigatori della Squadra mobile stanno ricostruendo nel dettaglio i rapporti con il fratello e la rete delle frequentazioni di Ylenia, molto attiva sui social. Non risulta alcuna denuncia sporta dalla giovane nei confronti di stalker o ex fidanzati, elemento che ha concentrato ulteriormente le indagini nella cerchia familiare. Non è stata ancora trovata l'arma del delitto, e molti sono gli elementi ancora da chiarire. Pare che l'aggressione a Ylenia, prima colpita da pugni e schiaffi sul viso e poi accoltellata mortalmente alla schiena, sia avvenuta in strada in un crescendo di urla che hanno attirato l'attenzione di molti nel rione. L'inchiesta è coordinata dal pm Ciro Capasso, che con la Polizia sta ascoltando persone vicine alla vittima e informate dei fatti. Fuori dell'ospedale Villa Betania, scene di rabbia e di disperazione: una piccola folla di parenti e amici si è radunata, piangendo e ricordando Ylenia. Non si sono registrati momenti di tensione. "Lei era un sole sempre acceso, è assurdo pensare che il suo sorriso si sia spento", ha raccontato un giovane del posto mostrando le ultime foto pubblicate dalla 22enne su Instagram e sottolineando "l'energia, la voglia di vivere, l'entusiasmo" che sapeva trasmettere alla comitiva degli amici con cui usciva la sera. Il sindaco Gaetano Manfredi esprime il suo cordoglio: "Sono addolorato per la morte di questa giovane ragazza di Ponticelli. Le forze dell'ordine e la magistratura sapranno ricostruire i fatti. Ancora più forte sarà il nostro impegno per ridurre le sacche di disagio in quartieri su cui stiamo investendo per la rigenerazione del territorio". "Una tragedia" è il commento del prefetto di Napoli, Michele di Bari, che sottolinea: "Le forze dell'ordine e la magistratura stanno già agendo e noi dobbiamo sempre affidarci con fiducia a loro".



