Navalny avrebbe tratto in inganno un agente russo per ricostruire la sua vicenda, il veleno era nelle mutande

21 dicembre 2020, ore 22:37

L'oppositore di Putin Navalny è stato avvelenato con una sostanza tossica messa nelle mutande, avrebbe ingannato uno 007 russo per carpire l'informazione, con una falsa identità


Una telefonata di 49 minuti, partita dal suo rifugio, con fonte coperta, e con una identità falsa. Fatta alla presenza degli inviati del sito investigativo Bellingcat, che poi diffuso in rete il contenuto integrale della conversazione. Cosi Aleksey Navalny afferma di aver ricostruito la sua vicenda, facendosela raccontare con il pretesto di dover fare un rapporto. Ad agenti del Fsb, l’erede del Kgb si e' presentato con una falsa identita', quella di Maxim Ustinov: un inesistente aiutante del segretario del Consiglio di sicurezza Nikolai Patrushev, che invece è reale, ed è un fedelissimo di Putin, tra le persone più potenti del sistema. Colto alla sprovvista, dopo qualche tentennamento l’agente Konstantin Kudryavtsev avrebbe abboccato, raccontando tutto. La registrazione della conversazione è apparsa su vari siti internazionali, alcuni avevano di recente pubblicato inchieste per dimostrare che una nutrita schiera di agenti dell’ Fsb aveva seguito per anni Navalny. Il Cremlino parla di un audio falsificato, e nega ancora un volta che Navalny sia stato avvelenato. Nel racconto di Navalny c’è una falla però. Nella ricostruzione delle fasi delle telefonate, c’è un altro agente che avrebbe interrotto la conversazione dicendo so perfettamente chi sei. Possibile che non sia partito un allarme, una segnalazione, per impedire che qualcuno cadesse nel tranello, come poi sarebbe avvenuto?

La Russia nega, i laboratori che hanno tenuto in osservazione Navalny hanno trovato tracce di Novichok


Le autorita' russe hanno sempre affermato di non aver trovato veleni su Navalny, ma gli scienziati dell'Opac e laboratori specializzati in Germania, Francia e Svezia hanno rilevato una micidiale neurotossina elaborata in Unione Sovietica ai tempi della Guerra fredda: il Novichok. Il dissidente russo si e' sentito male il 20 agosto ed e' collassato su un aereo in volo tra Tomsk e Mosca, è rimasto in condizioni disperate per qualche giorno, ora è in convalescenza in un luogo segreto. Pensando di parlare con un superiore incaricato , il presunto Kudryavtsev dice che se quel giorno i piloti dell'aereo su cui volava l'oppositore non avessero effettuato l'atterraggio di emergenza cosi' velocemente e se gli operatori sanitari non fossero intervenuti tanto prontamente, "il risultato sarebbe stato diverso". Navalny insomma sarebbe morto. Sarebbe stato questo il vero obiettivo del Cremlino: uccidere Navalny, non altro. I soccorritori gli hanno somministrato immediatamente dell’atropina, una sostanza che serve tra le altre cose contro i casi da avvelenamento con agente nervino, e secondo gli esperti è stato quest’intervento tempestivo che gli ha salvato la vita.

La tossina forse messa sulle mutande del dissidente


L’agente Konstantin Kudryavtsev, al telefono ha affermato di non aver preso parte all’avvelenamento, ma di essere stato inviato successivamente , per recuperare i vestiti dell’oppositore di Putin. La grande insistenza sul recupero delle mutande di Navalny, induce a pensare che la tossina fosse stata messa nella biancheria di Navalny. L’uomo dall’altro capo del telefono ipotizza che la sostanza tossica fosse stata inserita all’interno delle mutande, esattamente nella cucitura inguinale. Kudryavtsev, della cui identità non si può essere certi, esiste, è un esperto di armi chimiche che ha lavorato per il ministero della Difesa russo prima di unirsi all’FSB.

Navalny avrebbe  tratto in inganno un agente russo per ricostruire la sua vicenda, il veleno era  nelle mutande
Tags: Navalny, Novichok, Putin

Share this story: