Negli Stati Uniti ennesima strage a scuola, una ragazza uccide sei persone, tra cui tre bambini

Negli Stati Uniti ennesima strage a scuola, una ragazza uccide sei persone, tra cui tre bambini

Negli Stati Uniti ennesima strage a scuola, una ragazza uccide sei persone, tra cui tre bambini Photo Credit: agenziafotogramma.it


E' successo a Nashville, nel Tennessee. Una ragazza di 28 anni ha fatto irruzione nella sua vecchia scuola e ha ucciso tre bambini e tre adulti; poi è stata freddata dalla Polizia. Negli Stati Uniti riparte la polemica sulle armi facili

ATTACCO PIANIFICATO

Negli Stati Uniti è successo ancora una volta. Quando la facilità di reperire armi incontra una personalità senza equilibrio, la strage è dietro l’angolo. Anzi dentro una scuola. A Nashville, nel Tennessee, una ragazza di 28 anni ha ucciso sei persone, tre erano bambini di nove anni, tre erano adulti che lavoravano alla “Covenant School”. Poi è stata a sua volta assassinata dalla Polizia, intervenuta sul luogo della sparatoria. Audrey Elizabeth Hale aveva pianificato nei dettagli il suo assalto alla scuola da lei stessa frequentata qualche anno fa: aveva fatto appostamenti, aveva stampato mappe delle aule e degli altri spazi dell’istituto. Nella sua abitazione sono state trovate le piantine anche di un altro collage, altro possibile bersaglio forse scartato per le elevate misure di sorveglianza, che invece alla Covenant non c’erano. L’attacco è durato circa 14 minuti: la prima chiamata d’allarme è arrivate alle 10.13 locali, Hale è stata colpita a morte dagli agenti alle 10.27. L’attentatrice ha sparato sia al primo sia al secondo piano dell’istituto scolastico, dove poi è stata freddata dalla squadra di cinque poliziotti.


ASTIO VERSO LA SUA VECCHIA SCUOLA

La killer non aveva precedenti penali, si era laureata lo scorso anno e ora lavorava come grafica che disegnava loghi per aziende, si identificava come transgender e si era detta risentita per aver dovuto frequentare una scuola cristiana. La Covenant School è stata fondata nel 2001 e si trova a Green Hill, nell’area metropolitana di Nashville. La polizia ha diffuso un fermo immagine del video di sorveglianza della scuola: si vede Audrey Elizabeth Hale mentre imbraccia un fucile d’assalto, indossa pantaloni mimetici e un cappellino rosso. Il padre è stato interrogato dalla Polizia. Come spesso capita in questi casi, i vicini di casa dell’assassina hanno parole di stupore dopo aver appreso la notizia: “Era una ragazza molto dolce – dicono – normale, molto tranquilla, forse troppo. Penso che i genitori di Audrey siano scioccati come tutti noi nel vicinato. Non c'è nulla che mi avrebbe mai portato a pensare che sarebbe stata capace di un gesto simile o che lei o la sua famiglia avessero avuto accesso a una pistola". Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha disposto bandiera a mezz’asta alla Casa Bianca e in tutti gli edifici pubblici fino al 31 marzo, in onore delle vittime della strage nella scuola di Nashville.


IL PROBLEMA DELLE ARMI FACILI

Nel Tennessee, teatro dell’ultima strage a scuola, ci sono leggi molto deboli sul controllo delle armi: si possono portare pistole in pubblico senza bisogno di licenza. E non ci sono divieti per i caricatori di munizioni ad alta capacità. La denuncia arriva da Everytown for Gun Safety, organizzazione che preme per maggiori controlli su pistole e fucili. Sul fronte opposto invece il magazine dedicato alle armi Guns & Ammo ha nominato il Tennessee il dodicesimo migliore stato americano per i proprietari di armi da fuoco. E un ulteriore allentamento potrebbe arrivare a breve, con le autorità dello stato che stanno valutando di abbassare l'età per il possesso di un'arma senza permesso da 21 a 18 anni. Una situazione di grande pericolo, difesa però dal partito Repubblicano e dalla potente lobby delle armi. Chi oggi piange le vittime, magari in cantina ha un arsenale. Generalizzare è un errore, ma chiacchierando con molte famiglie della provincia americana, capita di sentire che avere armi è giusto e che le stragi non sono colpa dei fucili, ma della follia di chi li imbraccia. C’è chi – come contromisura alle stragi- propone di dotare gli insegnanti di armi. Alla prossima sparatoria, saremo addolorati. Ma non stupiti.



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