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27 novembre 2018

Nuova Zelanda, morti 140 cetacei dopo lo spiaggiamento

Probabilmente hanno seguito il capobranco disorientato o malato

Lo spirito del branco era la loro salvezza, ma e' stato anche la loro rovina. Centoquaranta globicefali, una specie di delfino di grandi dimensioni, sono morti spiaggiati in una zona remota della Nuova Zelanda. A condannarli e' stato il loro fortissimo legame sociale: in questa specie, quando il capobranco finisce a terra perche' stordito o malato, tutti gli altri lo seguono. L'allarme e' stato lanciato sabato scorso, nella notte. Quando gli operatori del Dipartimento della conservazione sono arrivati a Stewart Island, nell'estremo sud del paese, si sono trovati di fronte uno spettacolo terribile. Centoquaranta di questi grandi delfini, lunghi 5-6 metri e pesanti una tonnellata, giacevano sulla sabbia. Meta' erano morti: i cetacei non possono vivere sulla terraferma, il loro organismo deve essere sostenuto dall'acqua, altrimenti soffocano schiacciati dal loro stesso peso. Gli altri stavano agonizzando. Salvarli era impossibile. I soccorritori erano troppo pochi, la zona era remota e non c'era tempo per far arrivare volontari. E anche provare a riportare in acqua qualche singolo esemplare sarebbe stato inutile. I globicefali ritornano sempre dal branco, anche se questo vuol dire morire. "Il trattamento piu' umano e' stata l'eutanasia - ha raccontato il capo del Dipartimento della Conservazione, Ren Leppens -. Ma e' sempre una decisione straziante". 

Nuova Zelanda, morti 140 cetacei dopo lo spiaggiamento