OCSE, arriva la ripresa, in Italia nel 2021 il PIL crescerà del 4,5%, ma l'emergenza non è ancora finita

31 maggio 2021, ore 13:00 , agg. alle 14:31

I dati dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sono confermati anche dal governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, che definisce quella attuale la recessione più grave dal dopoguerra; ma c'è grande fiducia per l'accelerazione della campagna vaccinale

IL RIALZO DEL PIL

Si vede un po’ di luce in fondo al tunnel. Proprio nelle ore in cui tre regioni italiane passano in zona bianca, un messaggio di speranza arriva dall’OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico: secondo le sue previsioni, il Prodotto Interno Lordo in Italia nel 2021 crescerà del 4,5%, parallelamente alla campagna di vaccinazione contro il coronavirus e rimarrà sostenuto, al 4,4%, anche nel 2022. Quelle dell’Italia sono percentuali leggermente superiori alla media dell’Eurozona. A questo ritmo il PIL del nostro paese tornerà ai livelli pre pandemia entro la metà dell’anno prossimo. Secondo gli esperti dell’OCSE i consumi riprenderanno con la progressiva revoca delle varie misure restrittive contro il coronavirus. Sul fronte occupazione, i miglioramenti ci saranno ma non saranno immediati; nuovi posti di lavoro, soprattutto per le persone poco qualificate, donne e giovani, torneranno solo nel 2022. Secondo le previsioni il tasso di disoccupazione si attesterà al 9,8% nel 2021 e al 9,7% nel 2022. Quanto al debito calerà, secondo l'Ocse, dal 159,6% del 2021 al 157,2% del 2022.


RIPRESA CON INCOGNITE

La ripresa sta arrivando anche a livello globale, nel 2021 il PIL mondiale sfiorerà il 6%, ma restano rischi. Perché si temono colpi di coda della pandemia con le varianti e soprattutto una disomogeneità del rimbalzo economico, dove i paesi più poveri verrebbero ulteriormente penalizzati. Così scrive il capo economista Ocse Laurence Boone: "È con un certo sollievo che possiamo vedere una schiarita nelle prospettive economiche, ma con un certo disagio notiamo che questo accade in modo molto irregolare. Tra le nuove epidemie del virus, meno frequenti ma più diffuse in tutto il mondo, la crescita globale continua a riprendersi; prevediamo che la produzione globale aumenti di quasi il 6% quest'anno, un'impennata impressionante dopo la contrazione del 3,5% nel 2020. Mentre la ripresa porterà la maggior parte del mondo ai livelli di PIL pre-pandemia entro la fine del 2022, questo è lungi dall'essere sufficiente. L'economia globale rimane al di sotto del suo percorso di crescita pre-pandemico e in troppi paesi dell'Ocse gli standard di vita entro la fine del 2022 non sarà tornato al livello previsto prima della pandemia".


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LA RELAZIONE DI BANKITALIA

Oggi c’è stata anche la relazione annuale della Banca d’Italia. E il governatore Ignazio Visco ha sostanzialmente confermato l’analisi dell’OCSE. Secondo Visco la pandemia in Italia ha portato alla recessione più grave dal dopoguerra, ma ha aggiunto che l’accelerazione della campagna vaccinale regala un po’ di fiducia. Per il governatore bisogna entrare nell’ottica secondo cui gli aiuti di stati presto cesseranno e le imprese e le famiglie dovranno organizzarsi per farne a meno; è necessario prepararsi ai cambiamenti, fornire sostegno a chi perderà il lavoro e spingere le attività che hanno maggior possibilità di sopravvivenza e successo.


Tags: BANKITALIA, ECONOMIA, FINANZA, OSCE, PIL, VISCO

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