Prima notte in carcere per Gianluca Soncin, oggi interrogatorio di garanzia per l'omicida di Pamela Benini

Prima notte in carcere per Gianluca Soncin, oggi interrogatorio di garanzia per l'omicida di Pamela Benini

Prima notte in carcere per Gianluca Soncin, oggi interrogatorio di garanzia per l'omicida di Pamela Benini


La giovane bergamasca aveva trovato la forza di chiudere una relazione tossica, fatta di minacce e violenze. La realtà non era quella glamour e patinata mostrata sui social

FREDDO E DISTACCATO

Gianluca Soncin ha trascorso la sua prima notte nel carcere di San Vittore. Per oggi è previsto l’interrogatorio di garanzia davanti al Giudice per le Indagini Preliminari. Al gip Tommaso Perna spetterà la decisione sulla richiesta di convalida del fermo e di applicazione delle misura cautelare in carcere; non ci sono molti dubbi. Ieri il cinquantaduenne si è avvalso della facoltà di non rispondere, davanti agli inquirenti è parso freddo e distaccato, quasi disinteressato; Soncin è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla relazione sentimentale, dalla crudeltà e dallo stalking. Il soggetto, originario della provincia di Biella ma trasferitosi a Cervia, è un imprenditore che già aveva avuto problemi con la giustizia e anni fa era stato arrestato per truffa.

URLA DISPERATE

Pamela Benini è stata uccisa martedì sera a Milano con 24 coltellate. L'uomo ha fatto irruzione in casa della ragazza in via Iglesias, dopo essersi procurato una copia delle chiavi, brandendo un coltello mentre lei aveva fatto in tempo a mandare l'ultimo sms all'ex fidanzato: 'Ho paura, chiama la polizia'. Gli agenti sono arrivati, hanno citofonato e lei per non insospettire l'uomo ha risposto 'E' Glovo'. Poi la serie di fendenti, una violenza rapida ed efferata che non ha dato tempo agli agenti di salvare la donna in passato minacciata e picchiata dall'assassino. I vicini di casa hanno sentito le urla e le disperate richieste di aiuto della ragazza, ma non hanno potuto fare nulla.



UN ANNO DI VIOLENZE E MINACCE

Pamela aveva 29 anni, era originaria della provincia di Bergamo; nelle ultime settimane aveva finalmente trovato la forza di porre fine a una relazione tossica, ma di fronte aveva l’ennesimo maschio violento e possessivo. Stavano insieme da un anno; c’era una realtà fittizia raccontata sui social con le foto glamour scattate a Dubai, Montecarlo, Venezia; c’era poi anche un baratro di gelosia, minacce, violenze; mai denunciate. Lui le impediva di frequentare le amiche, le faceva usare sostanze psicotrope; l’aveva presa a calci e pugni durante diverse liti, una volta aveva cercato di farla cadere da un balcone. E diverse volte le aveva detto: "Se mi lasci ti ammazzo". Una minaccia diventata triste realtà.


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