Schindler's List, 30 anni dopo resta un capolavoro spietato e struggente

Schindler's List, 30 anni dopo resta un capolavoro spietato e struggente

Schindler's List, 30 anni dopo resta un capolavoro spietato e struggente Photo Credit: Agenzia Fotogramma.it


Nel 1993 usciva uno dei film più importanti della carriera di Steven Spielberg, che vinse ben sei Oscar e segnò profondamente il suo percorso artistico e umano

L’ANNO DELLA SVOLTA

È il 1993 e nei cinema americani escono due film che saranno destinati a lasciare un segno indelebile nelle pagine della storia del cinema, ma soprattutto che segneranno un punto di svolta nella carriera artistica del regista. Stiamo parlando di Jurassic Park e Schindler’s List, e ovviamente di Steven Spielberg. Fino ad allora, il cineasta veniva accusato di produrre solo film infantili, giocattoloni per la massa, o pellicole di poco spessore ideologico, dal sapore ludico e poco profonde. Nonostante negli anni 80 avesse provato a sporcarsi le mani con tematiche più impegnate e complesse con i suoi Il colore viola e L’impero del sole, la critica ancora lo bollava come il bambino poco cresciuto. Ma fu proprio nei mesi del 1993 che arriverà la svolta in grado di far cambiare idea a tutti. Infatti proprio grazie a Jurassic Park e Schindler’s List, darà dimostrazione di essere in grado di far sognare e far riflettere, di costruire mondi fantastici e utopici, ma di saper maneggiare anche tematiche dure e complesse come quella della Shoah.


SCHINDLER’S LIST, LA TRAMA DEL FILM

Tratto dal libro di Thomas Keneally, Schindler’s List narra la vera storia di Oskar Schindler, industriale tedesco, che nel 1938 capisce che è bene legarsi ai comandanti militari. Li frequenta nei locali notturni, offre bottiglie preziose. Quando gli ebrei sono relegati nel ghetto di Cracovia Schindler riesce a farsene assegnare alcune centinaia come operai in una fabbrica di pentole. All'inizio sembra sfruttarli ma in realtà li salva. Di fronte alla persecuzione tremenda, il tedesco trasforma quella sua prima iniziativa in una vera missione, fino a comprare letteralmente le vite di quasi milleduecento ebrei (la famosa lista) che sicuramente sarebbero morti nel campo di Auschwitz.


UNA LAVORAZIONE TRAVAGLIATA

La lavorazione di Schindler’s List non fu facile per il regista. Non solo perché girò la pellicola praticamente in contemporanea alla lavorazione di Jurassic Park ma soprattutto perchè essendo lui stesso di origine ebraica, sentiva il peso della responsabilità. Recentemente, ospite del programma americano The Late Show with Stephen Colbert, ha parlato di quella esperienza: “Ho sviluppato Schindler’s List dieci anni prima di riuscire a realizzarlo. Il produttore Sid Sheinberg ha scoperto il libro e me lo ha mandato nel 1982, il weekend di uscita di E. T.. Ma mi ci sono voluti 10 anni per trovare il coraggio, c’era una tale responsabilità nel raccontare quella storia.”


SPIELBERG PIGLIA TUTTO

Esattamente 29 anni fa, il 21 marzo 1994, alla sessantaseiesima edizione dei Premi Oscar, trionfava Schindler’s List, aggiudicandosi ben sei statuette tra cui miglior film, miglior regia, miglior montaggio, miglior fotografia, miglior scenografia e miglior colonna sonora, per lo struggente lavoro musicale creato da John Williams. Ma non solo. Infatti Spielberg quell’anno fu il protagonista assoluto della cerimonia, trionfando anche nella categoria dei migliori effetti speciali per le straordinarie sperimentazioni tecnologiche compiute per Jurassic Park e, sempre per la pellicola sui dinosauri, si aggiudicò i premi per miglior suono e miglior montaggio sonoro.


Ancora oggi dopo 30 anni, Schindler’s List, continua ad avere quel fascino quasi perturbante che testimonia la crescita creativa di un regista che abbandona l’infanzia per intraprendere un viaggio che lo ricongiungerà con le sue origini. Una pellicola struggente e intensa che ancora oggi viene scelta da tutto il mondo come manifesto della Shoah.



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