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18 maggio 2019

Sea Watch 3 entra in acque italiane nonostante diffida

Il ministero dell'interno aveva chiesto all'imbarcazione di non entrare nelle acque del nostro Paese e ha ribadito di non autorizzare lo sbarco

La nave Sea Watch 3 è appena entrata in acque italiane nei pressi dell'isola di Lampedusa. Fino a poco fa il comandante aveva dato ordine di rimanere a circa 15 miglia dalla costa. L'imbarcazione della Ong, con a bordo 47 persone che hanno anche minacciato di togliersi la vita, ha deciso di infrangere la diffida del Viminale e di superare le acque territoriali a circa 12miglia da Lampedusa. Il ministero dell'Interno si è già pronunciato: ha considerato la Sea Watch 3 non inoffensiva e l'ha diffidata dall'entrare nelle acque italiane. Il Viminale "non cambia idea e non autorizza lo sbarco. Se qualcuno non è d'accordo si prenda la responsabilità pubblica di dirlo e di autorizzarlo. Li consideriamo complici dei trafficanti: abbiamo buoni motivi per pensarlo e per dirlo". Dalla nave, in precedenza, erano stati autorizzati a scendere 18 migranti, famiglie con bambini e una donna ustionata. La portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi, ha detto che è stata chiesta la revoca della diffida per motivi umanitari. Secondo il comandante dell'imbarcazione, non ci sono motivi che giustifichino le condizioni di stallo, le persone a bordo sono molto debilitate e le condizioni meteo non sono ottimali. 

Sea Watch 3 entra in acque italiane nonostante diffida