Sono passati 32 anni dalla caduta del muro di Berlino, eretto nel 1961 dal governo della Germania dell'Est

Sono passati 32 anni dalla caduta del muro di Berlino, eretto nel 1961 dal governo della Germania dell'Est

Sono passati 32 anni dalla caduta del muro di Berlino, eretto nel 1961 dal governo della Germania dell'Est


Poche ore dopo l'annuncio in televisione, " Da stasera la frontiera è aperta" molti berlinesi dell'Est erano già nella parte Ovest della città, tanti non c'erano mai stati


"Da stasera la frontiera è aperta". Con questo annuncio fatto dal leader del partito comunista berlinese, Gunter Schabowsky il 9 novembre 1989 si dà il via allo smantellamento del Muro di Berlino, vero simbolo della Guerra fredda, fatto costruire nel 1961 dal regime di cui era a capo Walter Ulbricht. Ci fu una storica diretta televisiva, una conferenza stampa nella quale le domande dei giornalisti, tra cui quella del corrispondente dell’ Ansa  da Berlino est, Riccardo Ehrman, cominciarono a far capire che il muro si stava sgretolando. E molte persone, giovani in particolare, si diressero verso il  confine. 


COME ERA COMINCIATA LA GUERRA FREDDA

Il dopo seconda guerra mondiale è stato difficile per molti popoli, per tante nazioni, ma in particolare per i berlinesi. La Germania, e soprattutto i cittadini di Berlino hanno vissuto una esperienza sconvolgente, con la divisione in due della città , di famiglie, di affetti. Con la guerra fredda sullo sfondo. A pochi mesi dalla nascita della Repubblica Democratica Tedesca venne creata la Stasi, il servizio di sicurezza e spionaggio, che sul modello dei servizi russi, negli anni costruirà una gigantesca rete di controllo, sotto la cui cappa sarà costretto ogni cittadino rimasto nel blocco della Germania Est. E la Stasi spesso sorvegliò anche chi era rimasto a Ovest, ma in qualche maniera riusciva a ad avere contatti con l’Est.


LE TENSI0NI NON SI PLACANO ECCO IL MURO

L'inasprirsi dei contrasti, le differenze di ideologia, i diversi sistemi economici di riferimento , sono un muro invalicabile, tanto che chi governa il lato Est, decide di erigerne uno di mattoni, per dividere a metà Berlino e mettere un freno alla fuga da Est a Ovest. E i vopos, le guardie di frontiera sparavano a vista a chi tentava il passaggio da Est a Ovest. Avrebbero ucciso, in tutto, almeno  150 persone. La situazione comincia a cambiare, ma molto lentamente, dal 1969 quando - dopo essere stato per anni sindaco di Berlino ovest - il socialdemocratico Willy Brandt diventa cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, dando inizio alla cosiddetta "Ostpolitik2, una paziente politica di distensione e di avvicinamento ai Paesi dell'Est Europa. Poi il felice epilogo, 32 anni addietro.


LA NOTTE TRA IL 9 E IL 10 L’ABBRACCIO TRA I BERLINESI , IN TRE GIORNI DUE MILIONI DI PERSONE VERSO L’OVEST

Guardandosi l’un l’altro, con la speranza negli occhi, ma sempre con un pizzico di incredulità e diffidenza , migliaia e migliaia di donne e uomini rimasti ad est, si riversarono verso il muro. Le guardie, colte di sorpresa da un afflusso così massiccio, chiesero ordini su da farsi, ma non spararono e alzarono le sbarre bianche e rosse permettendo a tutti di passare senza controlli. Poi, per tutta la notte, una marea festante bagnò il suolo proibito, unendosi con altrettante migliaia di cittadini dell’Ovest che applaudivano. Abbracci tra parenti e amici, costretti a vivere diviso per decenni. Fiaccole, vino, spumante, hanno accompagnato la folla che gridava libertà. Poi ecco un tabloid stampato a tempo di record, con il titolo “Berlino è di nuovo Berlino". Nessun colpo d’arma fuoco, solo qualche getto d’idrante, per contrastare l’esodo. Le immagini che sono rimaste scolpite , che hanno girato  il mondo, sono quelle dei tanti giovani che scavalcano il muro aiutandosi a vicenda, poi i picconi, i martelli usati dalla sommità della barriera, ormai demolita nelle mente, e presto nei fatti.


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