Tornerà la primavera, una saga familiare racchiusa in un racconto ultracentenario: ne parliamo con l’autrice, Nadia Noio

Tornerà la primavera, una saga familiare racchiusa in un racconto ultracentenario: ne parliamo con l’autrice, Nadia Noio

Tornerà la primavera, una saga familiare racchiusa in un racconto ultracentenario: ne parliamo con l’autrice, Nadia Noio Photo Credit: "Tornerà la primavera" di Nadia Noio, Fazi Editore


L’albero genealogico di una famiglia con gli sviluppi narrativi che ne hanno portato la crescita: un vero e proprio viaggio nel tempo, con i personaggi di fantasia che diventano quasi tangibili

Quello nel mondo dei libri è un viaggio che, nella settimana della famiglia di RTL 102.5, viviamo attraverso diverse tappe. C’è la parentesi legata alle uscite più interessanti della settimana, con i libri per un pubblico più adulto che vengono trattate su queste stesse pagine la domenica (qui l’esempio, che arriva direttamente da settimana scorsa). E c’è poi quella legata ai libri per un pubblico di tutte le età, che invece trovate sulle pagine del sito di Radio Zeta.

A corredo, a dare ulteriore consistenza al tutto, trovate poi – come in questa occasione – gli approfondimenti su alcune uscite specifiche, raccontate dalla voce dei loro autori. Un’occasione unica per andare alla scoperta dei retroscena che hanno portato alla nascita e alla formazione delle storie che trovate sugli scaffali. Qualcosa che, negli ultimi appuntamenti, ci ha permesso di saperne di più di libri come “La saga del Grifone”, “Le ragioni dell’istinto” ed “Ermione”.

Oggi il focus ci porta tra le pagine di “Tornerà la primavera” di Nadia Noio, pubblicato da Fazi Editore. E proprio con l’autrice abbiamo fatto quattro chiacchiere per capire come nasce una storia ad ampio respiro (soprattutto sul fronte temporale) come quella racchiusa nel volume.


TORNERÀ LA PRIMAVERA, UN VIAGGIO ATTRAVERSO DUE SECOLI

Ciao Nadia, come sempre parto dandoti la parola per presentarci i contenuti del libro: cosa troviamo in "Tornerà la primavera"?

“Nel romanzo troviamo molte e piccole storie concatenate, una serie di vicende legate a personaggi che appartengono ad una stessa famiglia, che abitano la stessa casa ma non lo stesso tempo. Troviamo un po’ di cronaca di quegli anni, un po’ di episodi insoliti, un pizzico di ironia e qualche ricetta sbagliata. Mi piacerebbe poi che nel romanzo il lettore ritrovasse anche qualcosa di sé e della propria famiglia.”


Ecco, come hai detto tu si tratta di una storia ad ampissimo respiro, parliamo di un narrazione che si snoda lungo un arco temporale più che secolare. Come (e quando) è nata l'idea di raccontare questa epopea fatta di vivere quotidiano?

“Sono sicura che in parte questa idea sia nata e maturata durante il mio percorso di formazione come archeologa. L’archeologia, infatti, dà la possibilità di rintracciare e in qualche modo portare alla luce stralci della vita quotidiana di millenni o anche solo secoli fa e lo fa attraverso frammenti, tracce anche labili. Questo aspetto, cioè quello di poter raccontare delle storie piccole, anche banali per certi versi, ma non meno importanti, l’ho sempre trovato estremamente affascinante. Devo ammettere che anche il mio vissuto personale e quello della mia famiglia sono stati fonte di ispirazione indiretta.”


Immagino che rappresentare in maniera credibile personaggi provenienti da periodi storici molto differenti tra loro non sarà stato semplice. Raccontaci qualche retroscena relativo al processo creativo...

“Sicuramente non è stato semplice, soprattutto per alcuni personaggi del romanzo che hanno mostrato una certa diffidenza ad essere descritti su carta! Nel processo creativo parto da alcune immagini mentali, mi ci aggrappo per provare a schiarirmi le idee; poi spendo molto tempo alla ricerca del nome da attribuire a ciascuno, perché credo che il nome (o il soprannome) inconsciamente aiuti a definire la sagoma del personaggio. Mi sono documentata e ho provato a ricostruire aspetti storici dei periodi descritti, cercando di rendere l’ambientazione quanto più credibile possibile, ma gli episodi raccontati, quelli legati ai singoli personaggi, sono nati quasi tutti senza riflettere troppo.”



TORNERÀ LA PRIMAVERA, TRA SCELTE PRECISE E PERSONAGGI MEMORABILI

Nel libro - tranne rarissime eccezioni - il racconto non fa uso di dialoghi diretti. Come mai questa scelta?

“Ci sono due motivazioni di fondo. La prima è che mi piaceva l’idea di realizzare un romanzo che fosse una sorta di trascrizione di un racconto orale. Le storie di famiglia, del resto, molto spesso si raccontano così alla nuova generazione. Il secondo motivo è che avrei dovuto utilizzare, nella prima parte del romanzo, un linguaggio un po’ ostico per adeguarlo all’estrazione sociale, al tempo e al luogo scelti. Sarebbero stati dialoghi prettamente in napoletano antico, forse poco comprensibili; o avrei dovuto renderli attraverso una lingua letteraria, meglio fruibile, ma che forse non avrei sentito mia. Per queste ragioni ho deciso di ridurre drasticamente lo spazio destinato ai dialoghi.”


Una scelta quindi operata nel rispetto dello spirito dell'intera opera. Se ti chiedessi invece qual è stata la sfida più difficile da affrontare nel lavorare a questa storia?

“Io credo che la sfida più difficile sia stata rileggere, correggere, cercare di essere autocritici. È sicuramente un momento emotivamente complesso, in cui ci si deve domandare se nel romanzo è riuscito a confluire almeno in parte quello che s’intendeva raccontare e comunicare.”


I personaggi che porti tra le pagine di "Tornerà la primavera" sono molto diversi tra loro. Ce n'è uno con il quale, anche solo un pelo più degli altri, senti di aver "legato"?

“Sicuramente sono legata ad Orlando perché è il personaggio che in qualche modo diventa memoria vivente, archivio ambulante della cronaca familiare. Tuttavia, mi sento vicina a molti altri personaggi, ad esempio sento di avere un’affinità caratteriale con Agnese e sono particolarmente affezionata al personaggio di Paolo.”


Se il tuo libro fosse una canzone, quale sarebbe?

“Potrebbe essere Family Affair di Sly and the Family Stone. Mi piace molto la musica di quegli anni e credo che, almeno nella prima strofa, ci sia qualcosa di vicino alle tematiche del libro: ogni figlio ha un proprio destino, anche se il sangue è lo stesso.”


Hai progetti futuri di cui si può già parlare?

“Ho provato a scrivere qualcosa nei ritagli di tempo. Sono ancora alla ricerca della giusta chiave, ma direi che mi piacerebbe mettermi alla prova con qualcosa di diverso. Vorrei farlo per me stessa innanzitutto, poi, se avessi la fortuna di farlo leggere ad altri, ne sarei davvero contenta!”



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