Venezia 81, Diva Futura: luci e ombre di una rivoluzione culturale contro ogni bigottismo

Venezia 81, Diva Futura: luci e ombre di una rivoluzione culturale contro ogni bigottismo

Venezia 81, Diva Futura: luci e ombre di una rivoluzione culturale contro ogni bigottismo Photo Credit: Ufficio Stampa Biennale Cinema


Il film che corre alla Mostra del Cinema per ottenere qualche premio, sarà nelle sale italiane all'inizio del 2025

Pietro Castellitto è una creatura della Mostra del Cinema. Nel 2020 ottenne il premio per la miglior regia nella sezione Orizzonti per il suo primo film I Predatori, mentre l’anno dopo torna nelle vesti di attore per il film di Gabriele Mainetti Freaks Out. Ma non si arrende. Infatti l’enfant prodige figlio di Sergio Castellitto, sbarca nuovamente in Concorso anche l’anno scorso con il suo Ena, film molto particolare che consolida la bravura di un autore molto promettente. Stavolta torna nuovamente in concorso a Venezia come protagonista del film Diva Futura, diretto da Giulia Steigerwalt. La giovane regista nasce come attrice ma dal 2013 ad oggi ha sceneggiato 7 film, tra cui Settembre (2022), la sua opera prima in cabina di regia, che le è valsa il premio come esordiente esordiente sia ai David di Donatello che ai Nastri d'argento.


LA TRAMA DELLA PELLICOLA

Italia, anni Ottanta-Novanta. Con la sua agenzia Diva Futura, Riccardo Schicchi rivoluziona la cultura di massa trasformando l’utopia hippy dell’amore libero in un nuovo fenomeno: il porno. Sotto la sua guida, “ragazze della porta accanto” come Ilona Staller, Moana Pozzi, Eva Henger e molte altre diventano all’improvviso dive di fama mondiale ed entrano nelle case degli italiani grazie al boom delle televisioni private e dei videoregistratori in VHS. L’espressione “pornostar”, coniata al tempo, segna l’inizio di una nuova era.

L’impatto mediatico è talmente travolgente da sfociare nell’elezione al Parlamento di Ilona Staller, detta “Cicciolina”, nella nascita del Partito dell’Amore e nella candidatura di Moana Pozzi a sindaca di Roma. L’avventura di questa grande “famiglia”, è raccontata attraverso lo sguardo di Debora, giovane segretaria dell’agenzia con un mutuo sulle spalle. Tutto questo è accaduto perché esisteva un desiderio tanto nascosto quanto grande: quello di tutti.


INCANTO E DISINCANTO 

Sembra una soffice nuvola di zucchero filato, che lentamente si sgonfia, lasciando lo spettatore a fare i conti con sé stesso. Una bella sorpresa quella di Diva Futura, che mette in scena con grande disinvoltura una storia che racconta tante cose: il dietro le quinte della rivoluzione culturale dell’industria del porno, che ha investito il nostro immaginario collettivo tra gli anni 80 e 90, mettendo in luce le contraddizioni di un paese bigotto che lentamente si trasformava.

Ilarità profonda e comicità sempre molto colta. Si ride e ci si interroga su ciò che è stato e ciò che è diventato un mondo complesso come quello della pornografia e della liberazione sessuale. Mai come in questo 2024 l’audiovisivo ha rivolto il suo occhio potente sulla tematica della produzione erotica: prima con la serie Netflix Supersex (molto meno riuscita) dove si è provato a rintracciare le pagine della vita di Rocco Siffredi, e adesso ecco svelata la storia dietro all’agenzia porno e al suo anchorman Riccardo Schicchi, che qui ha il volto di Pietro Castellitto. L’attore non sbaglia un colpo e confeziona un ruolo molto coraggioso. Grande mattatore per tutto l’arco narrativo, non si risparmia mai e passa con grande scioltezza dal registro comico e farsesco, a quello drammatico. Incanto e disincanto, sogno e tormento, realtà e finzione.

La pellicola parte come un fumetto, edulcorando e utilizzando la tecnica di messa in scena. Poi si evolve, cresce e acquista maturità oltre che note dolenti e più riflessive. Un perfetto equilibrio tra sorriso e riflessione, impastato a regola d’arte da Steigerwalt, regista che conferma la sua bravura.



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