Vent'anni fa nasceva Facebook, cambiando social e società. Due miliardi gli utenti attivi ogni giorno

Vent'anni fa nasceva Facebook, cambiando social e società. Due miliardi gli utenti attivi ogni giorno

Vent'anni fa nasceva Facebook, cambiando social e società. Due miliardi gli utenti attivi ogni giorno Photo Credit: AgenziaFotogramma.it


Lanciata il 4 febbraio del 2004, la piattaforma era pensata per gli studenti di Harvard. Poi la conquista del mondo, resistendo agli scandali. E ora Zuckerberg pensa all'intelligenza artificiale

Leggenda vuole che l'idea, nata tra i corridoi di Harvard, fosse quella di creare una sorta di annuario digitale che decretasse gli studenti più popolari, Facemash. Un esperimento nato per divertimento e che l'Università si sarebbe apprestata a bloccare, perchè i server del campus erano andati letteralmente in sovraccarico. Mark Zuckerberg, studente di informatica, si scusò, ma intuì la portata di quello che aveva creato: era l'embrione di Facebook, che il 4 febbraio compie vent'anni.


3 MILIARDI DI UTENTI OGNI MESE

Facebook si diffonde prima nei grandi atenei americani per poi perdere la sua connotazione studentesca e diventare quello che oggi conosciamo, rivoluzionando il concetto di privacy, rendendo immediata la comunicazione, creando nuove professioni. Nel 2011 viene lanciato Messenger, nel 2012 l'acquisto di Instagram, nel 2014 è la volta dell'acquisizione di Whatsapp. Nel 2021 la migrazione dell'ecosistema sotto il nome di Meta. Secondo gli ultimi dati trimestrali resi noti dalla società, sono più di 2 miliardi gli utenti attivi ogni giorno sulla piattaforma, 3 miliardi quelli attivi ogni mese. Vale a dire la metà della popolazione globale. Numeri che spiegano perchè Facebook sia molto di più che un semplice mezzo tecnologico, ma un vero e proprio fenomeno sociale, studiato dagli psicologi di tutto il mondo. Perchè più che un blog o un diario, è in grado di mettere in gioco l'autorappresentazione, con pro e contro. Perchè se è vero che facciamo vedere solo quello che vogliamo, è pur vero che lo esponiamo costantemente al giudizio. Senza contare l'impatto sull'informazione, con il dibattito sempre aperto su velocità, fake news e filter bubble. E in generale sulla comunicazione, da quella politica agli influencer. Un universo che in vent'anni ha superato critiche e scandali - uno su tutti Cambridge Analytica e la questione dei dati personali - riuscendo a rimanere al passo con i tempi, innovandosi continuamente. Come si proverà a fare ancora, visto che la società, come molte altre, sta investendo anche nell'intelligenza artificiale.


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