Via libera alle vacanze in Grecia dal 15 giugno, dietro-front dell’Austria che apre agli italiani

Via libera alle vacanze in Grecia dal 15 giugno, dietro-front dell’Austria che apre agli italiani

Via libera alle vacanze in Grecia dal 15 giugno, dietro-front dell’Austria che apre agli italiani


Dal 15 giugno restrizioni eliminate in terra ellenica, disco verde da Vienna ma cautela per la Lombardia

Vacanze in Grecia, senza più quarantena

La Grecia, da sempre una delle mete più ambite, da lunedì 15 giugno riapre le porte agli italiani. Attualmente, le limitazioni riguardano, i test obbligatori per tutti e l’auto quarantena di sette giorni per i negativi e la quarantena vigilata di 14 giorni per i positivi. Tutte le restrizioni verranno eliminate in modo graduale entro la fine del mese. Dal 15 al 30 giugno i voli internazionali dovrebbero essere ammessi solo negli scali di Atene e Salonicco. Tuttavia, all’arrivo non saranno imposte quarantene. Ma, attenzione, chi partirà dall’Italia potrebbe essere sottoposto a un test a campione, volto a valutare un eventuale contagio. A partire dal primo luglio, invece, i voli internazionali saranno ammessi in tutti gli aeroporti greci. I turisti non dovranno essere sottoposti ad alcuna quarantena, ma potranno incappare in test casuali, una volta giunti in terra ellenica. La Grecia ha fatto sapere che nuove restrizioni relative ad alcuni Paesi, potrebbero essere prese in un secondo momento.

Frontiere aperte in Austria dopo la metà di giugno

L'Austria, che finora era rimasta rigida nella sua chiusura verso l'Italia, riaprirà il 16 giugno il proprio confine meridionale. Il ministro degli Esteri, Alexander Schallenberg, ha confermato il disco verde per la frontiera, non escludendo però, nei confronti dei nostri connazionali, una differenziazione regionale, per le zone ancora colpite dal covid. Un avviso di viaggio non è un divieto, ma un appello al buonsenso, ha detto Schallenberg. Da Vienna è arrivato, insomma, un invito all’autoresponsabilità. Appare, comunque, come un'inversione di rotta la decisione dell’Austria di ripristinare a partire da metà giugno la libera circolazione dall'Italia, seppure con una possibile "differenziazione regionale". L’Italia finora era stata esclusa dalle riaperture austriache perché considerata ancora troppo esposta sul fronte dell'epidemia. La posizione di Vienna si è ammorbidita dopo la chiara presa di posizione di Bruxelles. L’Unione Europea ha chiesto regole e criteri uniformi per la mobilità, per non frammentare il mercato del turismo, che per l'Italia, in particolare, vale molti punti di Pil.

Tra i paesi diffidenti, la Svizzera è stata la prima a riaprire all’Italia

La Svizzera è stata la prima a rompere il fronte dei Paesi più diffidenti e ad annunciare di voler aprire dal 15 giugno i propri confini verso il nostro Paese. Nel Vecchio Continente, però, continuano ad esserci ancora governi, da ultimi quelli di Slovacchia e Slovenia, che nell'annunciare nuove riaperture, continuano a mantenere l'Italia fuori dalla porta di casa. Il tasso di contagio nel nostro Paese, che resta ai minimi anche nel graduale ritorno alla normalità, non è bastato a convincere tutti. In Francia le restrizioni saranno allentate dal 15 giugno, in Spagna, fino al primo luglio sarà in vigore l’obbligo di quarantena per tutti i visitatori. Nel Regno Unito, il governo di Boris Johnson ha introdotto la quarantena obbligatoria per chiunque sbarchi con o senza sintomi da Covid-19, prevedendo multe da almeno mille sterline per i trasgressori. Stessa decisione è stata presa dalla Polonia, anche se dal 13 giugno è previsto un allentamento delle misure restrittive ai confini. Per quanto riguarda i rapporti con l'Italia, è da segnalare il caso Croazia. I confini sono aperti e il governo non ha previsto forme di quarantena o isolamento, ma il nostro Paese non figura tra i dieci, indicati da Zagabria, che possono entrare liberamente, senza limitazioni. Off limits per i nostri connazionali, al momento, le frontiere della Danimarca.



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