Al Liceo Giulio Cesare di Roma spunta la "lista degli stupri". Valditara, fatto grave da sanzionare

Al Liceo Giulio Cesare di Roma spunta la "lista degli stupri". Valditara, fatto grave da sanzionare

Al Liceo Giulio Cesare di Roma spunta la "lista degli stupri". Valditara, fatto grave da sanzionare Photo Credit: Ansa / Fabio Frustaci


Nove i nomi scritti sul muro di un bagno dell'istituto, come denunciato da un collettivo studentesco. "Nella scuola italiana non c'è spazio per la violenza" ha detto il Ministro dell'Istruzione

Le mattonelle bianche, sopra una scritta col pennarello rosso che recita “lista degli stupri”. E a seguire nomi e cognomi di nove ragazze. È quello che è comparso nel bagno dei maschi del Liceo Classico Giulio Cesare di Roma lo scorso 27 novembre, vale a dire due giorni dopo la Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne. A denunciarlo è stato il collettivo studentesco Zero Alibi, che ha pubblicato la fotografia.


LA CULTURA ALLA BASE

“Un muro può essere cancellato, ma la cultura alla base del messaggio va combattuta” ha scritto il gruppo, spiegando che già nei giorni precedenti erano stati strappati i fogli di firme, raccolte dalle studentesse, per dire no alla violenza di genere. Una vicenda che ha indignato anche insegnanti e famiglie. La preside, Paola Senesi, ha parlato, in una circolare, di "ottusi graffiti vandalici", chiedendo ai professori di proporre attività formative di sensibilizzazione. "Ribadiamo la condanna nei confronti di qualsivoglia stereotipo e violenza, sia essa fisica, verbale psicologica o digitale. Il nostro liceo non vuole essere ricettacolo d'intolleranza".


VALDITARA, "FATTO GRAVE"

Un caso su cui è intervenuto anche il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, che ha parlato di un fatto grave che va indagato e sanzionato duramente. "Con le nuove norme la scuola ha tutti gli elementi per procedere" ha detto, sottolineando che le nuove linee guida sull'educazione civica prevedono che negli istituti si tengano, obbligatoriamente, corsi di educazione al rispetto della donna e di educazione alle relazioni. "Nella scuola italiana" ha aggiunto "non c'è spazio per la violenza e per la discriminazione".


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