Calcio, è morto Rocco Commisso, presidente della Fiorentina Photo Credit: ANSA/SIMONE ARVEDA
17 gennaio 2026, ore 10:36
Il numero del club Viola aveva 76 anni ed era malato da tempo. Su tutti i campi, dalle Leghe professionistiche e dalla Divisione Serie A Femminile Professionistica, la FIGC ha comunicato che verrà osservato un minuto di silenzio
La notizia è arrivata dall’altra parte dell’Atlantico come un colpo improvviso, spezzando un filo che, nonostante la distanza, non si era mai interrotto. Nella notte italiana si è spento negli Stati Uniti Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, all’età di 76 anni. Un uomo che aveva legato il proprio nome e il proprio destino a quello del club viola in uno dei periodi più complessi e contraddittori della sua storia recente. Firenze e il calcio italiano si sono risvegliati sotto choc, travolti da un dolore che va oltre i risultati sportivi.
UNA MALATTIA CONTRO CUI COMBATTEVA DA TEMPO
Commisso stava vivendo una fase particolarmente delicata della sua vita, segnata da gravi problemi di salute che negli ultimi mesi lo avevano costretto a rimanere lontano dall’Italia e dalla città che aveva imparato a sentire come una seconda casa. Nonostante tutto, non aveva mai fatto mancare la sua voce e il suo attaccamento alla Fiorentina. Solo poche settimane fa aveva ribadito pubblicamente di non avere alcuna intenzione di cedere la società, respingendo con decisione le indiscrezioni su una possibile vendita, alimentate anche da una classifica preoccupante che vedeva la squadra invischiata nella zona retrocessione. Per lui, le difficoltà facevano parte del percorso: momenti duri da attraversare senza arretrare, convinto che solo la perseveranza potesse portare a risultati duraturi. Con la sua scomparsa si apre ora una fase di grande incertezza. Spetterà alla famiglia Commisso decidere se proseguire direttamente nella gestione del club o valutare altre soluzioni. In passato si erano fatti avanti, almeno a livello di voci, fondi americani e investitori arabi, ma fino all’ultimo Rocco aveva difeso l’idea di una Fiorentina saldamente nelle mani della sua famiglia.
DALLA CALABRIA, PASSANDO PER GLI USA E L'ARRIVO A FIRENZE
Originario della Calabria ed emigrato giovanissimo negli Stati Uniti, Commisso aveva costruito un impero imprenditoriale senza mai dimenticare le proprie radici. Il suo ingresso nel calcio italiano risale al 6 giugno 2019, quando rilevò la Fiorentina dalla famiglia Della Valle per una cifra intorno ai 170 milioni di euro. Fin dal primo giorno si era presentato ai tifosi con parole semplici e dirette, chiedendo di essere chiamato per nome, come uno di loro. Da quel momento, il club viola ha vissuto stagioni alterne: entusiasmi, cadute, speranze accese e spesso spente sul più bello.
ROCCO COMMISSO E LA FIORENTINA
Sotto la sua presidenza, la Fiorentina è arrivata a giocarsi due finali di Conference League e una di Coppa Italia, senza però riuscire a interrompere il digiuno di trofei che dura dal 2001. Gli allenatori si sono succeduti rapidamente, in un continuo tentativo di trovare la formula giusta: da Montella a Iachini, da Prandelli a Italiano, fino a Palladino, Pioli e infine Vanoli. Accanto a lui, nella gestione quotidiana, c’era Joe Barone, amico fidato e direttore generale, la cui improvvisa morte nel marzo 2024 aveva colpito Commisso in modo profondissimo, lasciandolo segnato e ulteriormente provato. Al di là del campo, il suo lascito più concreto e visibile resta il Viola Park. Inaugurato nel 2023 a Bagno a Ripoli, è uno dei centri sportivi più grandi e moderni d’Europa: 22 ettari dedicati alla prima squadra, al settore giovanile e al calcio femminile, frutto di un investimento di circa 120 milioni di euro. Un progetto che racconta meglio di qualsiasi parola la sua visione: costruire basi solide per il futuro, anche quando i risultati immediati non arrivano. Il sogno incompiuto di Commisso resta quello di un nuovo stadio per la Fiorentina, una battaglia lunga e frustrante che lui stesso aveva definito il suo più grande fallimento. A questo si è aggiunta la lotta contro la malattia, che negli ultimi mesi lo ha tenuto sempre più lontano da Firenze.
LA FIGC HA DISPOSTO UN MINUTO DI SILENZIO SU TUTTI I CAMPI
In segno di rispetto e memoria, la Federcalcio ha disposto un minuto di raccoglimento su tutti i campi professionistici nel fine settimana. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha ricordato Commisso come una figura capace di lasciare un’impronta profonda nel calcio italiano, non solo per l’entusiasmo e la passione, ma anche per la visione con cui ha cercato di rinnovare il sistema. Firenze ora lo piange, consapevole che, al di là delle vittorie mancate, Rocco Commisso ha segnato un’epoca.



