Cuore danneggiato trapiantato su un bimbo a Napoli, sei indagati tra medici e paramedici Photo Credit: Ansa: US / Ospedale Bambino Gesù
12 febbraio 2026, ore 16:45
Ipotizzato il reato di lesioni colpose
Ipotizzato il reato di lesioni colpose. Sei persone, tra medici e paramedici, sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli nell'ambito delle indagini sul trapianto di un cuore danneggiato, eseguito su un bimbo di due anni e 4 mesi, presso l'ospedale Monaldi di Napoli. Si tratta dei componenti delle due equipe che hanno effettuato l' espianto dell' organo a Bolzano e il trapianto nel capoluogo campano. L'episodio, che si è verificato all'ospedale Monaldi lo scorso 23 dicembre, è emerso solo nei giorni scorsi dopo la denuncia dei genitori del piccolo e i primi approfondimenti sul caso. Le indagini sono state delegate ai carabinieri del Nas di Napoli. Dai dati disponibili sembra che l'errore fondamentale sia stato fatto in partenza, cioè quando è stato inviato un cuore conservato con ghiaccio secco invece che con ghiaccio normale. “La decisione successiva dei cardiochirurghi di impiantare comunque l'organo potrebbe essere legata alla mancanza di alternative valide" ha dichiarato all’Adnkronos Luigi Chiariello, cardiochirurgo di lungo corso, già docente all'università di Roma Tor Vergata. “Nei protocolli degli ospedali quando sta partendo un cuore per il trapianto già si comincia a operare il paziente che deve riceverlo, per fare rapidissimamente l'impianto. Anche in questo caso immagino che all'arrivo dell'organo il torace del piccolo era stato già preparato per accettare l'organo, in modo da ridurre i tempi fra la donazione e l'impianto. Per cui è probabile che quando è arrivato questo cuore il bimbo era già stato operato” ha aggiunto Chiariello.



