Dopo la telefonata tra Trump e Putin riprendono i contatti tra Russia e Ucraina, ma i dubbi sulla tregua restano

Dopo la telefonata tra Trump e Putin riprendono i contatti tra Russia e Ucraina, ma i dubbi sulla tregua restano

Dopo la telefonata tra Trump e Putin riprendono i contatti tra Russia e Ucraina, ma i dubbi sulla tregua restano Photo Credit: https://agenziafotogramma.it/


Il colloquio è durato più di due ore con il presidente statunitense ottimista e fiducioso, mentre il leader russo è apparso più cauto e non ha dato garanzie su un cessate il fuoco

Vladimir Putin si mostra teoricamente aperto a una possibile tregua in Ucraina, ma senza fissare tempi concreti né parlare di un cessate il fuoco immediato. Lo stesso giorno, Donald Trump ha annunciato che Russia e Ucraina avvieranno a breve dei colloqui diretti, sostenendo che le trattative per una tregua e, soprattutto, per una possibile fine del conflitto sono ormai alle porte. Tuttavia, né lui né Mosca hanno fornito dettagli operativi su tempi o modalità. La telefonata tra i due leader, durata oltre due ore, è stata definita da Trump “positiva e costruttiva”, ma non è seguita da azioni tangibili, né da un accordo di massima su un incontro tra i due presidenti, proposta più volte dall’amministrazione americana e finora sempre respinta dal Cremlino.

I COLLOQUI POTREBBERO TENERSI IN VATICANO

Il presidente degli Stati Uniti ha espresso il desiderio che i negoziati possano svolgersi in Vaticano, sottolineando il valore simbolico della sede e la neutralità che offrirebbe alle parti. Tuttavia, anche su questo punto non è stata presa alcuna decisione ufficiale. Secondo Trump, il dialogo tra le delegazioni ucraine e russe sarà gestito direttamente da loro, senza ingerenze, perché solo le parti coinvolte conoscono realmente le dinamiche sul campo. La posizione americana, pur sostenendo la ripresa del dialogo, sembra più defilata rispetto ai mesi precedenti. Dal canto suo, Putin ha affermato che è disposto a discutere un futuro trattato di pace, a patto che siano affrontate le cause profonde del conflitto. Ha inoltre ribadito che ogni possibile cessate il fuoco sarà subordinato a un’intesa chiara tra le due nazioni. Un primo spiraglio si è aperto nei colloqui indiretti svoltisi a Istanbul, i primi contatti reali dopo anni di stallo diplomatico.

IL PENSIERO DI ZELENSKY

Volodymyr Zelensky, informato da Trump sull’esito della telefonata, ha dichiarato che Kiev valuterà la proposta russa, ma ha riaffermato con fermezza che l’Ucraina non è disposta a rinunciare al controllo delle regioni occupate – come Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia – che Mosca considera essenziali in ogni possibile accordo. Trump, prima di confrontarsi con Putin, aveva anche parlato con Zelensky, lasciando intendere che una svolta diplomatica fosse in vista, ma nei fatti non si è ancora verificato nulla di concreto.

I DUBBI SU PUTIN E LE PAROLE DI PESKOV

Molti analisti ritengono che il leader russo stia semplicemente cercando di guadagnare tempo, mantenendo la pressione militare e politica sul campo. Il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato che “Putin non sa come uscire dal conflitto”, sottolineando come questa incertezza possa rappresentare un vantaggio per gli Stati Uniti, soprattutto in combinazione con le sanzioni occidentali che continuano a colpire l’economia russa. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che i canali di comunicazione con Kiev sono stati riattivati e che sono in corso discussioni preliminari. Ha ribadito che Mosca è grata a chiunque si offra di facilitare i colloqui, incluso il Vaticano, ma ha avvertito che servirà tempo per negoziare un testo condiviso, e che non è possibile definire scadenze precise. Il cammino verso una possibile pace, dunque, rimane incerto, e le promesse emerse nelle ultime ore devono ancora tradursi in atti concreti.


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