Droga spedita frazionata in pacchi verso Roma e Pescara, cocaina sequestrata per un valore di mercato di cinque milioni di euro Photo Credit: Ansa/POLIZIA
27 marzo 2026, ore 16:00
L'operazione della Guardia di Finanza ha scoperto un nuovo sistema per far viaggiare gli stupefacenti, i pacchi erano piccoli e camuffati, le indagin proseguono
La nuova frontiera del traffico di droga passa attraverso la spedizione di pacchi, resi anonimi e in qualche maniera “protetti”. I trafficanti adesso sfruttano di meno i Tir con il doppiofondo e le valigie. Con i pacchi evidentemente si sentono più sicuri e rischiano sequestri di minore quantitativi. Molti plichi sono stati però intercettati, indirizzati verso le piazze di spaccio di Roma e Pescara. Verso la Capitale il quantitativo maggiore.
Il sequestro nei centri di smistamento
L'indagine condotta dalla guardia di finanza e della procura di Roma ha permesso di intercettare stupefacenti spediti per rifornire le piazze di spaccio della Capitale e di Pescara. All'interno di diversi plichi postali, apparentemente anonimi e mescolati alla merce legale che viaggia nei canali della logistica ordinaria, sono stati rinvenuti 20 chili di cocaina purissima e 5 chili di hashish. Droga tutta comprata su Telegram. I pacchi erano stati confezionati con tecniche specifiche per superare i controlli doganali e i monitoraggi standard dei centri di smistamento. L'obiettivo delle organizzazioni è chiaro: frazionare i carichi per ridurre il rischio di perdite totali e sfruttare l'enorme volume di movimentazioni quotidiane dei corrieri privati per passare inosservati i controlli.
Un business enorme e sotto controllo
Un altro evidente vantaggio che dava questa nuova strategia, è il tracking, il sistema applicato ad ogni spedizione, che permette di sapere gli spostamenti in tempo reale del plico. Tuttavia, il blocco dei 25 chili di droga rappresenta un colpo durissimo al fatturato della criminalità organizzata, e un successo delle operazioni di controllo Secondo le stime tecniche, il valore della droga trovata all'ingrosso supererebbe il milione e mezzo di euro. Una cifra che, una volta sul mercato del dettaglio, sarebbe lievitata esponenzialmente: la cocaina, grazie all'elevato grado di purezza, avrebbe permesso un "taglio" tale da generare un giro d'affari finale stimabile intorno ai 5 milioni di euro. Ora si indaga per capire chi abbia spedito la merce, e quali complicità ci siano nella catena di questo sistema.



