Federico Mollicone a RTL 102.5: “Abbiamo fatto una battaglia affinché il DAB potesse diventare la regola nelle nuove automobili"

Federico Mollicone a RTL 102.5: “Abbiamo fatto una battaglia affinché il DAB potesse diventare la regola nelle nuove automobili"

Federico Mollicone a RTL 102.5: “Abbiamo fatto una battaglia affinché il DAB potesse diventare la regola nelle nuove automobili"


Federico Mollicone, responsabile nazionale per l’innovazione di Fratelli d’Italia, questa mattina è stato ospite in Non Stop News con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro

Federico Mollicone questa mattina è stato ospite in Non Stop News parlando del suo libro “L’Italia in scena” edito da I Libri Del Borghese, di regolamentazione delle piattaforme, della libertà di espressione, dei diritti digitali dei cittadini e dell’importanza del tradizionale e del DAB.

REGOLAMENTAZIONE DELLE PIATTAFORME: COME SI FA A DETTARE LE REGOLE?

Le grandi piattaforme avevano, e in parte tuttora, sedi in Paesi con agevolazione fiscale concordata, ad esempio Facebook è in Irlanda e altre piattaforme sono in altri Paesi che accettano un accordo sul fisco. C’è stata una forte pressione dell’Europa e anche dell’Italia e in questa dinamica anche noi abbiamo fatto la nostra parte, con l’introduzione di una web tax. Con l’elezione di Joe Biden si è lanciata una proposta a livello mondiale che potrebbe risolvere la questione e costringere le grandi piattaforme a pagare la tasse in modo più equilibrato. Noi stiamo facendo una proposta di legge affinché venga inserito il concetto di Nexus, ovvero il fatturato viene pagato in base alle connessione e agli utili che si ottengono in una determinata nazione. Il tutto è legato a una dimensione digitale. Sapete che in Europa bisogna avere una sede legale fisica, che in un’epoca digitale non ha più senso, perciò noi proponiamo l’introduzione del domicilio digitale fiscale registrato presso l’agenzia delle entrate che darebbe la possibilità di quantificare il fatturato su quell’IP a prescindere da dove esso sia. A parte questo, c’è una battaglia generale per difendere tutte le filiere nazionali, la radiofonia, editoria”.

DUALITÀ TRA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E NECESSITÀ DI RIMUOVERE CONTENUTI PERICOLOSI

Abbiamo fatto una battaglia per la libertà di espressione più volte: abbiamo dovuto attaccare diverse piattaforme perché rimuovevano contenuti, perché l’algoritmo andava a sospendere contenuti che erano di natura storica o di altra natura e fraintendeva il contenuto bloccando l’account. C’è un tema molto sensibile su questo, tra libertà d’espressione e anche libertà dei contenuti che vengono pubblicati, su questo abbiamo fatto una grande battaglia trasversale sul diritto degli editori di essere retribuiti per i propri contenuti”.

QUALI SONO I DIRITTI DIGITALI DEI CITTADINI

Tra i diritti digitali del cittadino c’è sicuramente il diritto a non essere tracciato, ma anche il diritto all’oblio. Poi c’è il tema della regolamentazione dei diritti sia dei servizi che dei mercati, questo tema europeo che stiamo lavorando anche qui in Italia. Soprattutto c’è un concetto elementare: la sovranità digitale. Cioè, io devo essere consapevole dell’uso che faccio dello smartphone, del computer, delle piattaforme, altrimenti siamo sudditi digitali e non cittadini digitali. Abbiamo fatto una battaglia affinché il DAB potesse diventare la regola nelle nuove automobili, però da qui ad accelerare lo switch off sul DAB creerebbe un grave danno per tutto il sistema radiofonico italiano che ha fatto moltissimi investimenti e che non può passare in maniera automatica dal tradizionale al DAB: deve essere una coesistenza e un passaggio graduale in base anche alle dinamiche di mercato. Il sistema radiofonico italiano ha investito in proprio, soprattutto i grandi privati, per cercare di adeguarsi a quella che è la tendenza di un ecosistema digitale”.



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