Francia: in corso 'blocchiamo tutto', minore partecipazione di quella attesa, 300 arresti in tutto il paese

Francia: in corso 'blocchiamo tutto', minore partecipazione di quella attesa, 300 arresti in tutto il paese

Francia: in corso 'blocchiamo tutto', minore partecipazione di quella attesa, 300 arresti in tutto il paese Photo Credit: Ansa/


Uno schieramento imponente di polizia controlla lo sciopero, erano attesi 100.000 partecipanti il Ministero degli Interni ne stima 29.000, quattro i feriti tra le forze dell'ordine

La Francia è nel caos, ma non è bloccata. Le manifestazioni di oggi sono state meno forti di come erano annunciate .La polizia, schierata con 80.000 agenti per evitare blocchi attendeva non più di 100.000 manifestanti in tutto il paese, finora - secondo l'Interno - se ne sono contati soltanto 29.000. Quasi 300 i fermi a metà giornata (295), di cui 171 nella capitale. Quattro gli agenti che sono rimasti feriti. Le azioni di protesta sono state 430, 273 gli assembramenti e 157 i blocchi. In diverse città sono stati registrati tafferugli ed incidenti fra polizia e manifestanti, ma nessuno grave. A Parigi, tensione nei licei, molti dei quali sono chiusi con gli studenti barricati all’interno.

I manifestanti sono scese in strada – dopo che l'iniziativa ha trovato origine sui social media – con l'obiettivo di paralizzare il Paese con boicottaggi, scioperi e occupazioni simboliche di municipi e uffici pubblici. Tutto per non lasciare spazio al nuovo soggetto politico sul modello dei Gilet Gialli.


Bruno Retailleau, ministro dell'Interno uscente, ha definito questa mobilitazione dirottata dall'estrema sinistra: "La mobilitazione non è in alcun modo una mobilitazione cittadina. Questo è molto chiaro, in particolare nei metodi e nelle modalità operative. È stata dirottata, catturata e confiscata dai movimenti estremisti e di estrema sinistra, sostenuti dal movimento Insoumis

Le prime azioni

Poi Retailleau precisa: "La notte è stata relativamente calma. Le prime azioni sono avvenute all'alba". Le forze dell'ordine sono intervenute soprattutto per l'incendio di un autobus a Rennes e per il sabotaggio di una linea ferroviaria tra Tolosa e Auch. Infine: "Abbiamo visto gruppi incappucciati, vestiti di nero. Riconosciamo il Dna dei movimenti estremisti e di estrema sinistra. Gli agenti della polizia antisommossa sono stati presi di mira con pietre da lastrico. Per ucciderli. Il mio pieno sostegno a questa Francia coraggiosa che si oppone all'odio anti-polizia così il ministro dell'Interno in un post su X.CI si aspettava maggiori problemi soprattutto nei grandi centri urbani governati da sindaci di sinistra, come Nantes, Rennes, Tolosa, Lione e ovviamente Parigi.

Un movimento inizialmente “apolitico”

Inizialmente, l’appello è stato lanciato da TikTok. Dietro il primo messaggio che menziona la data del 10 settembre c’è Julien Marissiaux, un imprenditore residente nel nord della Francia, l’ex roccaforte industriale francese, dove il tasso di disoccupazione va di pari passo con la perdita del potere d’acquisto. L’uomo di 43 anni è nostalgico del movimento dei Gilets Jaunes, nato a novembre 2018 per lottare contro l’aumento delle tasse sulla benzina e diventato un appuntamento fisso nei mesi successivi, prima di essere represso violentemente dalla polizia. "Come sempre, quando uno slancio popolare diventa troppo forte, federatore, autentico, il sistema reagisce", riporta il quotidiano francese Le Figaro, citando uno degli articoli scritti Marissaux sul suo sito.



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