Gabriele Muccino torna al cinema con “Fino alla fine”. Esce oggi il film presentato alla Festa del Cinema di Roma

Gabriele Muccino torna al cinema con “Fino alla fine”. Esce oggi il film presentato alla Festa del Cinema di Roma

Gabriele Muccino torna al cinema con “Fino alla fine”. Esce oggi il film presentato alla Festa del Cinema di Roma Photo Credit: Fondazione Cinema per Roma


La pellicola vanta un cast di giovanissimi interpreti come Elena Kampouris, Saul Nanni, Lorenzo Richelmy e Enrico Inserra

Dopo 4 anni dal suo ultimo film per il grande schermo, “Gli anni più belli”, Gabriele Muccino torna nelle sale italiane con “Fino alla Fine”, la pellicola presentata nella sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma. Negli ultimi tempi il regista si era cimentato anche con la serie per Sky “A casa tutti bene” ma oggi, 31 ottobre, torna al suo primo amore, quello per la sala cinematografica.


FINO ALLA FINE, LA TRAMA DEL FILM

La pellicola racconta la storia di Sophie, una giovane americana di vent'anni che ha vissuto tutta la vita in solitudine. Durante una vacanza a Palermo con la sorella, nelle ultime 24 ore prima del ritorno in California, incontra Giulio e il suo gruppo di amici siciliani. Queste ore cambieranno per sempre la sua esistenza. Desiderosa di vivere fino in fondo, Sophie decide di scegliere di camminare sull’orlo del baratro trascinandosi in una vertigine pericolosa, trasformando una semplice avventura in una battaglia per la sopravvivenza, il riscatto e l'adrenalina pura. In questo labile confine tra vita e morte, Sophie verrà risucchiata dal fascino del pericolo, commettendo errori che marchieranno la sua vita, cambiandola per sempre. Il film vanta un cast di giovanissimi interpreti come Elena Kampouris, Saul Nanni (già visto recentemente nella serie Netflix "Supersex", nei panni del giovane Rocco Siffredi), Lorenzo Richelmy e Enrico Inserra.


“UN FILM CHE VA VISSUTO”, LE PAROLE DI MUCCINO

Fino alla Fine è il mio tredicesimo film.” - ha affermato Gabriele Muccino - “Sono volati i 27 anni in cui mi sono immerso in questo mestiere; anni intrecciati alla mia sensibilità per l’animo umano e le sue dinamiche, drammatizzandole e creando così personaggi che potessero prendere vita propria, permettendomi di vivere assieme a loro molteplici vite. Fino alla Fine non vuole essere semplicemente visto, ma vissuto, perché tratta di ciò di cui le nostre vite hanno un silenzioso e costante bisogno: la spinta a superare le barriere, a non accontentarsi di un’esistenza preconfezionata e programmata. In un momento senza precedenti nella storia dell’umanità, in cui tutto appare globalmente organizzato, pianificato, gestito sopra le nostre teste, i viaggi, un tempo avventure spontanee, sono ora ridotti a itinerari predefiniti low-cost da postare e condividere sterilmente sui social. Eppure, dentro di noi, sopravvive una parte antica e ribelle, che si oppone all’idea di vivere come spettatori passivi di vite e realtà altrui che mai saranno nostre” ha concluso Muccino.


LA DOPPIA LINGUA

“Fino alla Fine” rappresenta un progetto unico anche per il modo in cui è stato realizzato. Il film è stato infatti girato in due lingue. Muccino ha voluto creare due versioni distinte e indipendenti della pellicola, una in inglese e una in italiano: “Ho scritto il personaggio di Sophie con l'identikit di una ragazza americana di provincia, di ceto medio-alto e di origini italiane. Nella versione internazionale, lei comunica con i ragazzi che incontra in Italia nella sua lingua, ovvero l’inglese. Non volevo però che la versione distribuita in Italia perdesse il contrasto e il dialogo tra due mondi che si incontrano, come accade nella vita, e che si sarebbe persa con la convenzione del doppiaggio, che necessariamente livella tutto. Per questo motivo, ogni scena è stata girata due volte: in inglese e in italiano.” ha affermato il regista. Elena Kampouris (Sophie) ha imparato l’italiano, riuscendo a consegnare un personaggio potente ed efficace in entrambe le versioni. Le due versioni del film sembrano effettivamente una la clonazione dell’altra. Questa formula di realizzazione di un film è senza precedenti. Elena, inoltre, ha imparato a suonare il pianoforte, e quelle che si vedono sullo schermo mentre esegue l’Étude Op. 10, No. 12, comunemente conosciuta come "Étude rivoluzionaria" di Chopin, sono realmente suonate da lei.



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