Giorno della Memoria. L'abisso della Shoah e l'allarme nelle città per le manifestazioni pro-Palestina

Giorno della Memoria. L'abisso della Shoah e l'allarme nelle città per le manifestazioni pro-Palestina

Giorno della Memoria. L'abisso della Shoah e l'allarme nelle città per le manifestazioni pro-Palestina Photo Credit: Fotogramma.it


Il mondo ricorda l'orrore della Shoah e la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. L'intervento di Papa Francesco, Liliana Segre e quello di Giorgia Meloni

Oggi il mondo ricorda l'orrore della Shoah in occasione del Giorno della Memoria. Sono tantissime le iniziative per celebrare la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Non manca però anche l’allarme nelle città per le manifestazioni pro Palestina, se quella di Milano è stata spostata dai palestinesi d’Italia a domani i Giovani palestinesi annunciano che scenderanno comunque in piazza oggi a Milano, Roma, Napoli e Cagliari. Giorno della Memoria che la senatrice a vita Liliana Segre precisa viene ricordato 365 giorni all’anno da chi ha passato quello che ha vissuto lei. Un richiamo forte antifascista è giunto ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Papa Francesco ha sottolineato che la logica dell’odio e della violenza non si può mai giustificare perché nega la nostra stessa umanità. La premier, Giorgia Meloni, afferma oggi che non deve esserci mai oblio sulla malvagità nazifascista e sulle leggi razziali e che il Museo della Shoah darà un contributo determinante a questo. Intanto la Lega ha annunciato un disegno di legge per adottare concretamente nel nostro Paese le misure contro l'antisemitismo e la sua definizione in tutte le sue forme.

PAPA, RICORDO E CONDANNA 

"Il ricordo e la condanna dell'orribile sterminio di milioni di persone ebree e di altre fedi, avvenuto nel secolo scorso, aiuti tutti a non dimenticare che la logica dell'odio e della violenza non si può mai giustificare, perché nega la nostra stessa umanità. #WeRemember". Lo afferma papa Francesco su X in occasione del Giorno della Memoria. 

SEGRE, QUEL LUOGO NON SI DIMENTICA MAI

"Io non sono adatta a parlare del 27 gennaio perché chi ha passato quello che ho passato io non aspetta quella data per ricordarsi di una vita fa. Questa è la verità. Lo fa 365 giorni all'anno, non il 27 gennaio". Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre arrivando all'Università Statale di Milano dove le sarà conferita la laurea honoris causa in Scienze storiche. "E tutti i giorni possono essere uguali o diversi ma quel luogo non si dimentica mai", ha concluso. La senatrice è arrivata in auto accompagnata dal figlio e accolta dal rettore Elio Franzini, i presenti le hanno tributato un applauso.

MELONI, CON LA SHOAH L'UMANITÀ HA TOCCATO IL SUO ABISSO

E' fermo l'intervento di oggi della premier, Giorgia Meloni, "Il 27 gennaio di 79 anni fa, con l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, il mondo ha visto con i suoi occhi l'orrore della Shoah, il deliberato piano nazista di persecuzione e sterminio del popolo ebraico".  Per la presidente del Consiglio "Con la Shoah l'umanità ha toccato il suo abisso. Un evento storico la cui unicità - per presupposti, scientificità della pianificazione e modalità di esecuzione - è necessario ribadire con chiarezza". L'imperativo è non dimenticare e il Museo della Shoah "è un'istituzione che si occuperà di tramandare la memoria della Shoah e che siamo certi darà un contributo determinante affinché la malvagità del disegno criminale nazifascista e la vergogna delle leggi razziali del 1938 non cadano nell'oblio".

MORTO A 105 ANNI BRUNO SEGRE, IL PARTIGIANO ELIO

Proprio nel Giorno della Memoria è morto, a Torino, all'età di 105 anni, Bruno Segre, avvocato, giornalista, partigiano con il nome di 'Elio' nelle formazioni che parteciparono alla liberazione di Caraglio e Cuneo. Nato a Torino il 4 settembre 1918, si era laureato in legge nel 1940, ma, a causa delle leggi razziali, non aveva potuto esercitare la professione di avvocato perché figlio di un genitore ebreo. Arrestato nel 1942 e detenuto per alcuni mesi nel carcere torinese delle Nuove, nel 1944 fu nuovamente imprigionato nella caserma di via Asti, a Torino, sede dell'ufficio politico investigativo della Guardia nazionale repubblicana. E' stato anche consigliere comunale di Torino, capogruppo del Partito socialista, dal 1975 al 1980. Tra le sue tante battaglie politiche e legali, per i diritti civili, quella a favore della legge sul divorzio per cui noleggiò un aereo per lanciare migliaia di manifesti di propaganda sulla città.


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