Il calcio italiano non è solo la Serie A, quale futuro per dilettanti e giovanili? Ad oggi è ripartita solo la Serie D

24 febbraio 2021, ore 10:00 , agg. alle 15:57

Ad un anno dall’inizio della pandemia, la situazione per le serie minori del nostro calcio rimane ancora complicata. Il Covid rischia di bruciare una generazione di talenti

Ad un anno di distanza dallo scoppio della pandemia di Covid-19 la situazione del calcio dilettantistico e giovanile è ancora complicata con la prevalenza dei campionati ancora fermi ma non sospesi definitivamente (decisione che comporterebbe il conseguente annullamento della stagione sportiva). Questo perché si sta lavorando a fondo per cercare il bandolo della matassa, che consenta una ripresa in sicurezza delle attività.


Lo stato attuale

Ad oggi l’unico campionato gestito dalla Lega Nazionale Dilettanti che sta procedendo è quello della Serie D. Ciò è stato reso possibile grazie all’adozione di un protocollo sanitario, che prevede anche un importante contributo economico alle società per quanto riguarda le spese relative al costo dei tamponi. Anche per il campionato di Eccellenza, si sta pensando di applicare un protocollo analogo. Inoltre, è stato richiesto il blocco delle retrocessioni e la possibilità di poter prendere parte al campionato di Eccellenza anche nella prossima stagione semplicemente pagando l'iscrizione, nel caso in cui per quest'anno di decidesse di non partecipare.


Una via per ripartire

La Lega però è al lavoro attraverso una strategia che si fonda sulla decisione di cercare di far ripartire i campionati regionali identificabili come eventi di interesse nazionale. Ieri era previsto l’arrivo al CONI della richiesta per la ripartenza del campionato di Eccellenza, massima categoria calcistica a livello regionale. La palla sarebbe poi dovuta passare alla FIGC e successivamente ai singoli comitati regionali per la decisione finale. Per il momento nulla di fatto.


Un capitale da preservare

Si tratta sicuramente di un passo avanti in questo lungo percorso ma ancora non può essere sufficiente. La Lega Nazionale Dilettanti conta più di un milione di iscritti tra dilettanti e membri dei settori giovanili. È in questa Lega che si formano e crescono i futuri campioni che alimentano la nostra Serie A e tengono alto l’onore sportivo dell’Italia quando giocano con la maglia azzurra sul petto. Per questo, all’interno dell’ottimo percorso di rilancio del calcio italiano portato avanti fin qui, il neo rieletto Presidente della FIGC, dovrà prestare particolare attenzione alla valorizzazione dei settori giovanili.


Formazione che va oltre il pallone

Andando oltre il l’aspetto sportivo, non dobbiamo dimenticare l’importante ruolo sociale che le società dilettantistiche e i settori giovanili ricoprono nella crescita dei ragazzi. Per un bambino il calcio significa innanzitutto divertimento. La pratica di questa attività sportiva, sin dalla giovane età, è tuttavia qualcosa che va al di là del semplice gioco. L’appartenenza a un gruppo di ragazzi della stessa età che si muovono verso un obiettivo comune crea legami di amicizia, insegna l’importanza della collaborazione, del rispetto per i compagni e per l’allenatore. Le scuole calcio rimangono un punto importante per la crescita di bambini e rappresentano un punto di aggregazione per i ragazzi e per le famiglie. La speranza è che si riesca a trovare una soluzione che consenta di riprendere l’attività sportiva il prima possibile e applicando tutte le necessarie misure affinché i ragazzi possano tornare a praticarla in sicurezza.
Il calcio italiano non è solo la Serie A. Quale futuro per dilettanti e giovanili?
Tags: calcio, covid, serie D

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