Il Giro d’Italia lascia la costa tirrenica di Praia e si infila nel cuore della Basilicata. Fine corsa a Potenza
Il Giro d’Italia lascia la costa tirrenica di Praia e si infila nel cuore della Basilicata. Fine corsa a Potenza
13 maggio 2026, ore 16:30
Dal mare turchese della località balneare più a nord della Calabria, al capoluogo più alto d’Italia. Tra record e bellezze la maratona rosa continua la sua corsa
Tra le scogliere, il Tirreno un po’ plumbeo e gli immensi panorami immersi nel verde, i ciclisti del Giro nella quinta frazione continuano il loro viaggio. Oggi, da Praia a Mare a Potenza, scavalcano il confine tra Calabria e Basilicata, e pedalano in un tratto spettacolare che attraversa la più grande area protetta d’Italia. È il Parco Nazionale del Pollino -192 mila ettari, a cavallo tra le province di Cosenza, Potenza e Matera-, scrigno di biodiversità che comprende oltre 50 comuni.
PRAIA A MARE
Nonostante il cielo scuro e la pioggia a spruzzi, il mare intorno all’isola di Dino è luminescente, di un colore che varia dal turchese chiarissimo al blu intenso, senza soluzione di continuità. L’isolotto di fronte a Praia a Mare è il simbolo del comune, tanto da essere lui il protagonista della cartellonistica preparata per salutare il Giro. Dalla spiaggia dorata ancora in allestimento per prepararsi al periodo estivo, un tratto d’acqua breve separa la costa dallo scoglio, che comunque, si intesta il titolo di isola più grande della Calabria. Famosa per le sue grotte e i suoi fondali. La Foresta di Dino è chiamato l’intricato fondo del mare, paradiso dei sub, ricoperto di gorgonie colorate e pesciolini mediterranei, come occhiate e castagnole. La grotta azzurra, così chiamata per il colore dell’acqua, è una delle attrazioni più affascinanti, e battute dai turisti. Anche la grotta del Leone (per lo scoglio che ha la sagoma del carnivoro) e quella delle cascate meritano la visita. Posto a 900 m sul livello del mare, il santuario della Madonna della Grotta suscita interesse tra i locali e i pellegrini che arrivano da fuori. La statua lignea nella cavità di una montagna sullo sfondo di Praia è ammantata di un misticismo legato anche alla leggenda che la coinvolge. Nel 1300 il reperto sarebbe stato abbandonato sulle rive di Praia dal comandante di un veliero che navigava con un equipaggio turco. Fu lasciata per evitare che la ciurma rovinasse il simbolo religioso. La leggenda racconta che un pastore muto la trovò e ricominciò a parlare nel momento in cui ne annunciò il ritrovamento.
POTENZA
È una città che ha almeno due primati. Si tratta del capoluogo di regione più alto d’Italia: 819 m sul livello del mare. Inoltre, Potenza è chiamata la “città verticale“, perché si arrampica su un’altura a cerchi concentrici. La sommità ospita il nucleo antico potentino, intorno, a scendere, si arrotolano i quartieri più nuovi, e non particolarmente affascinanti. Ha un sistema di scale mobili tra i più estesi d’Europa, fondamentale per spostarsi tra i rioni della città. Da segnalare la chiesa di San Michele Arcangelo, gioiello romanico risalente al V secolo d.C., e il museo archeologico della Basilicata, che espone reperti di popolazioni lucane antichissime.



