Il nuovo volto delle mafie: meno omicidi, più infiltrazioni grazie ai colletti bianchi. E quel PNRR che fa gola...

22 settembre 2021, ore 14:00

L'ultima Relazione della Direzione Investigativa Antimafia, consegnata questa mattina in Parlamento, fa emergere un nuovo volto della criminalità organizzata, più dedita alle relazioni che agli omicidi. Con il Covid arrivano, inoltre, nuove opportunità di guadagno illecito.

L’immagine stereotipata del mafioso, quello che, per intenderci, fa trovare la testa di cavallo nel letto e parla con spiccato accento siciliano, chiedendo il pizzo e assassinando i testimoni denunciano, sembra stia mutando con rapidità. Le organizzazioni criminali si sono adattate ai tempi, cogliendo nuove opportunità per delinquere offerte dal periodo storico e mutando i loro modelli di business. È quanto emerge dall’ultima Relazione della Direzione investigativa antimafia relativa al secondo semestre del 2020 e consegnata in Parlamento questa mattina.

Più relazioni, meno omicidi

Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita, tutte queste organizzazioni criminali, con l’arrivo del Covid, hanno modificato le loro strategie attorno alle capacità di relazione, in sinergia con i colletti bianchi. Questa linea d’azione viene definita nella Relazione come un “processo di trasformazione e sommersione” che si affianca al già consolidato radicamento sul territorio, fatto di intimidazioni, usura, estorsioni, soprusi nei confronti di imprenditori ed enti pubblici. In aggiunta a queste attività, ovviamente, rimane tra le principali fonti di guadagno delle organizzazioni criminali anche il traffico di droga, da sempre caposaldo dell’attività mafiosa.

A corroborare quest’analisi arrivano anche le statistiche che mettono a confronto il secondo semestre 2019 con lo stesso periodo del 2020. Nell’arco di tempo individuato, si registra un calo degli omicidi di stampo mafioso, da 125 casi a 121, e un aumento dei delitti connessi con la gestione illecita dell’imprenditoria, le infiltrazioni nei settori produttivi e l’accaparramento di fondi pubblici. Cresce il numero di episodi di corruzione e concussione – da 20 a 27 – e il traffico di influenze illecite, da 28 a 32.

Nuove occasioni per delinquere

"Le prestazioni previdenziali verso famiglie e imprese in crisi finanziaria rappresentano infatti per i clan un'occasione per incrementare il consenso sociale e consolidare il proprio controllo del territorio", è quanto si legge nel rapporto. Il prolungamento dell’emergenza dovuta al Covid, in particolare, non solo ha favorito le infiltrazioni nel tessuto economico e sociale sano, ma ha anche dato la possibilità di rilevare a buon mercato imprese in difficoltà e di accaparrarsi risorse pubbliche a disposizione delle famiglie in difficoltà.

"Al nord, mediante il riciclaggio, risulterebbe intaccata l'imprenditoria privata con consistenti investimenti di capitali illeciti", scrivono gli esperti della Dia, mentre al sud l'attenzione della criminalità organizzata si sarebbe rivolta "verso tutti i vantaggi offerti dai finanziamenti pubblici stanziati per offrire impulso alla crescita". In particolare, sono i soldi dell’Unione Europea, distribuiti attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinato alle categorie più colpite dalle restrizioni, a rappresentare un’occasione ghiotta di guadagno illecito.

Oltre al gioco d’azzardo e al settore delle scommesse, nuove opportunità per delinquere arrivano poi dalle nuove tecnologie: sempre più spesso le mafie ricorrono alle criptovalute (bitcoin in primis) che non consentono il tracciamento e sfuggono al monitoraggio bancario. Imprenditori riconducibili ai clan, analisti, società nei paradisi fiscali, permettono di creare circuiti paralleli a quelli legali per muovere enormi quantità di denaro e riciclarli.
Infine emerge un nuovo settore sul quale le mafie stanno puntando in modo più consistente rispetto al passato: il contrabbando di prodotti energetici, riuscendo a immettere nel mercato prodotti a un prezzo molto più basso di quello praticato dalle compagnie petrolifere. Anche in questo caso sono le sinergie con i colletti bianchi a rendere le operazioni fruttuose e illegittime: quest’ultimi curano le importazioni dei prodotti e ne gestiscono la distribuzione attraverso società create ad hoc.

Il nuovo volto delle mafie: meno omicidi, più infiltrazioni grazie ai colletti bianchi. E quel PNRR che fa gola...

La necessità di una legislazione condivisa

Come contrastare dunque il crescente fenomeno delle infiltrazioni mafiose? Dal rapporto emerge l’auspicio della Dia: la necessità che i governi delle singole nazioni, coordinati dalle istituzioni europee, si impegnino per dare una risposta corale al fenomeno. "È auspicabile che l'azione condivisa dei Paesi per il superamento dell'emergenza sanitaria possa esprimersi con analoga intensità di fuoco nel contrasto globalizzato alle organizzazioni criminali più strutturate e con diramazioni internazionali che sfruttano le disomogeneita' legislative delle diverse Nazioni. Per una lotta efficace contro tali insidie oltre ad una auspicata e sempre più pregnante legislazione condivisa si impone un impulso sempre maggiore nella circolazione delle informazioni e nella cooperazione sinergica tra gli organi investigativi e giudiziari dei singoli Paesi", si legge nella relazione.


Tags: colletti bianchi, dia, mafia, omicidi, relazione, rtl1025

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