Il prezzo della "libertà", tutti in zona gialla con la preoccupazione che i contagi tornino a salire

Il prezzo della "libertà", tutti in zona gialla con la preoccupazione che i contagi tornino a salire

Il prezzo della "libertà", tutti in zona gialla con la preoccupazione che i contagi tornino a salire


Tra due settimane 50 milioni di italiani saranno in zona gialla, con tutti i rischi del caso. Gli appelli ai comportamenti adeguati

L’Italia si è messa in coda. Nel primo giorno di shopping libero in alcune regioni italiane i centri delle città si sono riempiti a dismisura. Milano e Torino, per esempio, hanno registrato affluenze da record, considerando i tempi di pandemia. Tutti felici di stare in fila all’esterno dei negozi. È la reazione a due settimana di chiusura forzata degli esercizi. Hai voglia di strillare che se quello che è accaduto ieri non possiamo permettercelo.


Le parole del presidente Cirio

Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, a Radio Veronica One ha detto: “Quello che ho visto ieri in alcune vie a Torino è qualcosa che mi riporta con la mente in estate”. Quello che è successo ieri a Torino è qualcosa di inaccettabile». «Parteciperò al Comitato per l'Ordine pubblico e chiederò al prefetto interventi rigorosissimi – ha aggiunto -. So che le forze dell'ordine hanno fatto tanto ma evidentemente non basta. I piemontesi si stanno comportando in modo serio, ma laddove ci sono situazioni che scappano di mano bisogna intervenire subito in maniera netta». Certo le immagini sono da brividi pensando al Covid. Se non ci fossero le mascherine su bocca e naso dei torinesi e dei milanesi si potrebbe pensare al Natale dello scorso anno. Ed a questo giro, non è questione di prospettiva. La folla, era folla. Gli assembramenti erano assembramenti.


Le difficoltà di gestione

C’è da dire, però, che è abbastanza complicato gestire questa fase. Per limitare il traffico nelle città con problemi di inquinamento atmosferico si utilizzano le targhe alterne. Nei garage resta circa il 50 per cento di auto e moto. Nel caso dello shopping natalizio non si può chiedere agli abitanti di uscire secondo le iniziali del cognome. Dalle 9.00 alle 14.00 dalla A alla M e dalle 15.00 alle 20.00 dalla M alla Z. Quindi è altamente probabile che da qui a Natale la gente esca dalle proprie abitazioni quando gli pare e vada nelle vie dello shopping. Con un problema ulteriore. Tra sette giorni mezza Italia diventerà “gialla”. Saranno 12 le Regioni con divieti meno restrittivi. Solo l’Abruzzo, presumibilmente, rimarrà zona rossa. Domenica 13 dicembre, poi, 50 milioni di italiani saranno in zona gialla. Si riprenderanno in mano un po’ di libertà, ma la preoccupazione del governo e degli scienziati è che la curva dei contagi possa risalire.


Gli appelli degli esperti

Sono già partiti gli appelli. Comportatevi in modo adeguato, senza però specificare che cosa possa essere adeguato e cosa non possa esserlo. Vestirsi, uscire di casa, andare nel centro della città a comperare i regali di Natale è adeguato? Certo che sì. Ma se lo fanno tutti i cittadini nello stesso momento è adeguato? No. Ed allora come si fa ad adeguarsi? Esiste una applicazione sul cellulare che mi dice quanta gente sta passeggiando in centro? No. Ed allora adeguatevi voi. Le regole vanno rispettate, ma pensare che per evitare di far risalire la curva dei contagi nel nostro paese ci si debba affidare alla buona volontà dei cittadini è un'utopia. L'esempio dell’estate italiana senza distanziamento è sotto gli occhi di tutti.


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