Inchiesta Ponte Morandi, arrestati gli ex vertici di Autostrade per l'Italia, ammissione choc, i cavi sono corrosi

Inchiesta Ponte Morandi, arrestati gli ex vertici di Autostrade per l'Italia, ammissione choc, i cavi sono corrosi

Inchiesta Ponte Morandi, arrestati gli ex vertici di Autostrade per l'Italia, ammissione choc, i cavi sono corrosi


I cavi del Morandi sono corrosi, dice Donferri Mitelli a Paolo Berti, ai domiciliari l'ex Ad di Aspi Giovanni Castellucci, l'indagine riguarda le barriere antirumore ed è parallela a quella del crollo

 "I cavi del Morandi sono corrosi". L'ammissione choc risale al 25 giugno 2018, un mese e mezzo  prima del crollo, ed è nel telefono di Michele Donferri Mitelli, ex dirigente di Aspi. A scoprirlo sono i militari delle fiamme gialle durante le perquisizioni dopo la tragedia. Donferri manda quel messaggio via WhatsApp al Paolo Berti, ex dirigente anche lui ai domiciliari. Berti aveva scritto a Donferri di iniettare aria deumidificata nei cavi del viadotto Polcevera per levare l'umidita'. Donferri risponde che i cavi sono gia' corrosi e il suo interlocutore risponde "sti cazzi io me ne vado".  


Arresti eccellenti

La Guardia di finanza ha eseguito sei misure cautelari nei confronti di altrettanti ex vertici e alcuni degli attuali manager di Autostrade per l'Italia. Ai domiciliari l'ex Ad di Aspi Giovanni Castellucci, Michele Donferri Mitelli e Paolo Berti, rispettivamente ex responsabile manutenzioni e direttore centrale operativo dell'azienda. Le accuse ipotizzate sono attentato alla sicurezza dei trasporti e frode in pubbliche forniture. L'inchiesta è coordinata dalla procura di Genova ed è scattata un anno fa dopo l'analisi da parte dei finanzieri di alcuni dei documenti acquisiti nel corso dell'indagine sul crollo del ponte Morandi. In particolare quelli relativi ai problemi riscontrati, in termini di sicurezza, sulle barriere fonoassorbenti montate sull'intera rete autostradale. 

Gli attuali manager di Aspi nei confronti dei quali sono state emesse misure restrittive sono Stefano Marigliani, Paolo Strazzullo e Massimo Miliani. Anche per loro le accuse riguardano l'inchiesta relativa alle  criticità, in termini di sicurezza, delle barriere fonoassorbenti, del  tipo integrate modello Integautos, montate sulla rete autostradale. 

Le barriere fonoassorbenti non vennero sostituite

Il Gip scrive nell'ordinanza restrittiva a carico dei dirigenti che le barriere fono assorbenti non vennero cambiate "per evitare le ingenti spese che avrebbe comportato". Le strutture presentavano errori di progetto che mettevano in pericolo la sicurezza degli automobilisti. Sempre nell'ordinanza si legge che l'ex Ad di Aspi, Castellucci sarebbe stato in grado di pilotare i collaboratori indagati e che era al corrente, e costantemente informato dei problemi legati alle barriere. 

La risposta dei legali di Castellucci

I legali dell'ing. Giovanni Castellucci hanno manifestato stupore e preoccupazione per un provvedimento che non si giustifica in sé e che non si vorrebbe veder finire a condizionare una vicenda, quella del crollo del Ponte Morandi, che con quella odierna non ha nulla a che vedere. ''E' opportuno infatti precisare, anche in ordine alle notizie di stampa che, del tutto impropriamente, sovrappongono questa vicenda a quella del crollo del Ponte Morandi, che si tratta di due vicende completamente distinte - si legge nella nota - La vicenda riguarda invece presunti errori progettuali ed esecutivi di alcune barriere fonoassorbenti nella provincia di Genova. L'ing Castellucci, inoltre, è fuori dalla società Autostrade da quasi due anni e da più di un anno non ha più avuto rapporti con il Gruppo". ''Nel rispetto della legge - hanno concluso i legali - si seguiterà a garantire la massima collaborazione già fino ad oggi resa alla magistratura avendo piena fiducia che gli accertamenti in atto e la relativa indagine dimostreranno la correttezza dell'operato dell'ing. Castellucci''. 


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